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L'inevitabile tragedia che non si vuole raccontare, testimonianza della strada

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TERMOLI. Giunge da un nostro lettore questa riflessione che, riferita a un nostro vecchio articolo, lascia silente ciascuno. “Questa potrebbe essere la classica lettera al giornale locale – scrive il lettore – che lascia il tempo che trova o, spero mai, essere citata in un articolo che scriverete sull’ennesima tragedia.
“Ieri sera, erano circa le 22,15 e stavo tornando a casa da una piacevole giornata passata fuori con mia moglie. Sei quasi a 5 km da casa e pensi già alle cose da fare per domani, alle cose da sistemare, insomma ti senti già a casa. Invece, ad un tratto, nel buio, ti si para davanti ai fanali la sagoma di un uomo che sta attraversando la strada, senza curarsi del tuo arrivo, è di spalle, barcolla. Non hai tempo di pensare, istintivamente sterzi e per pochi centimetri non lo investi alla velocità di 90 km orari. Il lettore, arrivato a questo punto si chiederà, dove sta il fatto di cronaca? Da nessuna parte. Mentre sto scrivendo questa lettera, penso che sarei potuto essere da un altra parte. Una caserma, a rispondere alle domande degli inquirenti e a rispondere, forse, di omicidio colposo. Fatto sta che sono qui, e ringrazio il cielo che ha permesso che l’uomo non venisse investito. Non ringrazio, anche a nome dell’uomo barcollante, chi potrebbe fare qualcosa e non la fa, attendendo l’ennesima tragedia per domandarsi, cosa si sarebbe potuto fare e non si è fatto.  P.S.: Dopo l’episodio, adrenalinico e arrabbiato, ho chiamato la Polizia di Stato, mi ha risposto una gentilissima “Servitrice dello Stato” che ad un certo punto della mia telefonata mi ha detto: “è una strada buia quella, è vero”, ma nelle sue parole ho letto anche l’impotenza di chi raccoglie segnalazioni come la mia ma non può nulla perché non ne ha il potere. Come d’altro canto voi. Spero che questa mia lettera possa essere pubblicata, e spero che non serva mai ad essere citata in un articolo che scriverete sull’ennesima tragedia”. redazione

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