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Videosorveglianza: botta e risposta e chiarimento di Marra

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VASTO. Nell’ultima seduta del consiglio comunale di Vasto è stato approvato il recepimento del finanziamento reginale di 150mila per la realizzazione del progetto di videosorveglianza. Unico voto contrario quello di Rifondazione comunista.  Contentissimo per come sono andate le votazioni Marco Di Michele Marisi, uno dei promotori, uno di quelli che ha combatutto in prima linea sollecitando in qualsiasi modo la concretizzazione di un sistema che insieme ad altri accorgimenti, secondo lui, potrebbero dare a Vasto maggiore sicurezza.  “ora occorre incalzare Sindaco ed Amministrazione comunale a dare l’avvio all’installazione delle telecamere in tempi rapidi. Non mi stancherò, non ci stancheremo mai di dire che occorre anche l’istituzione dei ‘Volontari per la Sicurezza’, l’attuazione del protocollo ‘Mille occhi sulla città’, ed è necessario chiedere al Governo nazionale un rafforzamento di mezzi ed organico delle Forze dell’Ordine. La ricetta per una Vasto più sicura, ha bisogno di tutti gli ingredienti possibili” sottolinea Di Michele Marisi.  Non tarda ad arrivare la replica di Paola Cianci, di rifondazione comunista: “Abbiamo letto e ascoltato – si legge in una nota – attacchi del Pd e del centrodestra al Prc, in merito al voto contrario in consiglio comunale sulla questione videosorveglianza. Come un solo coro, Pd e centrodestra contestano al Prc di aver ‘prima votato il Piano triennale delle opere pubbliche predisposto dal suo assessore, Marco Marra, e contenente la videosorveglianza, mentre ora si è espresso per il no’. Ammettiamo che ce lo aspettavamo, anche se il pulpito (purtroppo condiviso da Pd e opposizione) dal quale deriva l’attacco non è assolutamente credibile. Il centrodestra, con Sigismondi di Fratelli d’Italia, solo tre mesi fa attaccava l’assessore Marra che a loro dire aveva ‘trovato un’altra scusa per ostacolare il progetto di videosorveglianza’, mentre ora nota un’incoerenza tra l’attività dell’assessore Marra e quella del Prc in Consiglio comunale. Evidentemente Fratelli d’Italia, con Sigismondi, ha detto una sciocchezza in almeno una delle due occasioni.
Al Pd ricordiamo che non ha autorevolezza per dare a noi lezioni di unità di intenti in Consiglio comunale. Il polemico rifiuto di partecipazione al voto sul bilancio consultivo del consigliere Domenico Molino è troppo fresco per non ricordarlo: atto politico molto più grave e con il quale il Pd ha mostrato ineguagliabili capacità di esibirsi in mirabolanti piroette.
Nello specifico, il Prc si è sempre (sempre!) espresso contro la videosorveglianza. Ha motivato oltre un anno fa la sua opposizione al progetto, con un dossier di una decina di pagine, che con molta probabilità nessuno dei consiglieri favorevoli al progetto ha letto e che certamente nessuno ha mai contestato. Non solo: nessuno dei favorevoli alla videosorveglianza ha saputo accompagnare il suo giudizio con elementi analitici di qualunque tipo. Eppure parliamo di un progetto da 600.000 €, non proprio bruscolini. Il Prc, quindi, non compie alcuna piroetta. Avremmo preferito, che i solerti commentatori del voto del Prc mostrassero altrettanta solerzia nel dare motivazioni analitiche del proprio parere favorevole, visto che il Comune di Vasto, in tempi di crisi nerissima, si impegna in questo inutile progetto con 450.000 €. Se anziché fare gli opinionisti polemici del dopo voto (nemmeno fossimo al famoso ‘Processo del lunedì’ di Biscardi) ci si impegnasse di più nella discussione politica prima del voto (come il Prc ha cercato di fare per la videosorveglianza, con il suo dossier) – concludono Perrone Capano e Cianci -, l’attività amministrativa ne trarrebbe sicuro beneficio”.
Nel primo pomeriggio arriva anche il chiarimento in merito al progetto di videosorveglianza dell’Assessore Marco Marra: “merito al progetto di videosorveglianza, dopo il voto contrario della consigliera Paola Cianci, ho sentito riflessioni da più parti politiche che mettono in evidenza una contraddizione politica per il mio ruolo da assessore ai Lavori Pubblici che ha portato avanti (o indietro, secondo qualcuno) il progetto sulla videosorveglianza. E’ bene quindi fare chiarezza. Come delegato ai Lavori Pubblici era mio compito predisporre il Programma Triennale delle Opere Pubbliche che segue un indirizzo di Consiglio Comunale e, come ha ben chiarito la consigliera Paola Cianci, tale programma è formato da decine e decine di opere pubbliche su cui la maggioranza è chiamata a fare sintesi per la suo approvazione in sede di bilancio di previsione. La sintesi avviene, come è normale che sia, con il compromesso che tutta la maggioranza raggiunge e non è lo specchio di una singola forza politica. Bocciare il programma vuol dire bocciare tutte le priorità che la maggioranza si vuole dare ed è assurdo. Ribadito ciò, da assessore ai Lavori Pubblici ho seguito il progetto limitatamente al suo inserimento nel Programma Triennale delle OO PP, rivedendone anche i costi come da indirizzo dei consiglieri di maggioranza. Il mio ruolo esecutivo si fermava a questo atto ed era mio dovere istituzionale adempierne. La fase esecutiva del progetto è compito che spetta all’assessore alla Polizia Municipale, allora Mario Olivieri e oggi il Sindaco stesso. Accusarmi quindi di averne ritardato l’iter appositamente, come qualcuno ha scritto, o di essere in contraddizione con il mio partito è totalmente falso.  Nonostante la sua popolarità nell’opinione pubblica, per onesta politica ho sempre esternalizzato le mie perplessità sull’efficacia della videosorveglianza come deterrente per i reati e ho sempre fatto presente che il progetto, redatto secondo le indicazioni della prefettura stessa, non prevede videocamere nei vicoli del centro storico o in altri luoghi isolati dove più frequentemente si verificano atti di microcriminalità o di danno al patrimonio.  Unica videosorveglianza che reputo efficace è quella nelle aree soggette a discariche abusive ed anche la lettura ottica delle targhe per le infrazioni nelle Zone a Traffico Limitato ma è bene che si sappia che entrambi questi servizi non sono contemplati nel progetto da 600 mila euro.  Le esigenze per una città di 42 mila abitanti sono tantissime, pensare che una maggioranza abbia un’unanimità di intenti su tutto non è politicamente umano e non appartiene al concetto reale di democrazia. Fa sorridere che il segretario e il capogruppo del PD sottolineano contraddizioni tra Rifondazione il suo assessore, quando all’interno del loro stesso gruppo consiliare difficilmente si trova l’unanimità del voto soprattutto per provvedimenti politicamente più importanti, come il bilancio consuntivo. In ultimo tranquillizzo chi paventa (o si augura) la crisi di questa maggioranza davanti a questo voto contrario. Siamo seri, ci sono provvedimenti e progetti condivisi che dobbiamo portare avanti per il bene della collettività. Fin quando i presupposti politici reggono, andiamo avanti con l’impegno e la serietà che abbiamo sempre dimostrato”.  Tiziana%20Smargiassi%20(tizianasmargiassi@vastoweb.com)

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