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"Basta incidenti": un intero quartiere in rivolta

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VASTO. “La vita non ha prezzo. Va protetta e tutelata e da anni un intero quartiere è a rischio ma abbiamo ricevuto solo promesse e rassicurazioni finite in un nulla di fatto”. Contrada Sant’Antonio Abate è esasperata. Il 10 aprile 2007 all’incrocio fra via Cardone, via Istonia e via Sant’Antonio Abate perse la vita Sandro Smerilli, giovane autista di scuolabus. Ieri nello stesso punto un ragazzo in sella ad un ciclomotore da 50cc nell’atto di svoltare verso via Sant’Antonio Abate si è scontrato con una Fiat Punto proveniente da Cupello. 
L’urto è stato violento. Il giovane motociclista è finito contro la portiera anteriore destra dell’utilitaria e per contraccolpo è stato sbalzato accanto al marciapiede sul lato opposto della strada. Soccorso dal 118 e trasferito al San Pio, ha riportato ferite piuttosto serie. Il ragazzo ha un trauma cranico e toraco-addominale e diverse fratture. Sul luogo dell’incidente la polizia municipale ha compiuto accurati rilievi per accertare dinamica e responsabilità. 
L’incidente ha inevitabilmente rinfocolato le polemiche sulla pericolosità dell’incrocio. “Non è bastato un morto e neppure un esposto e una raccolta di firme presentata da più di cento residenti al comando della polizia municipale e alla Provincia. Le promesse del presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio si sono rivelate fumo”, hanno protestato i cittadini. “A Vasto sono state realizzate rotatorie ovunque tranne che in via Cardone. Mentre i residenti continuano a difendersi dalle auto che sfrecciano a forte velocità, Comune e Provincia continuano a scaricare responsabilità e competenze”. Paola%20Calvano%20(paolacalvano@vastoweb.com)

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