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D'Agostino, due donne testimoniano:"Mi toccava parti intime"

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CHIETI. Parlano e lo fanno con chiarezza due delle cinque donne che avrebbero subito violenza sessuale in cambio di un alloggio popolare da parte dell’ex assessore alle politiche della casa, Ivo D’Agostino, posto agli arresti domiciliari con le accuse di violenza sessuale, per l’appunto, e concussione.  D’Agostino. che è stato sospeso dal partito (UDC), trasformava, da quanto riferiscono gli investigatori, gli uffici pubblici in alcove.  Oggi l’ex assessore sarà ascolta in tribunale da Paolo Di Girolamo, giudice che sta seguendo l’indagine. Ad assisterlo gli avvocati Edgardo Ionata e Mauro Faiulli che ripetono, insieme all’imputato dal giorno dell’arresto che “è la parola di D’Agostino contro quella delle donne”, professando la sua innocenza. 
Ma le parole di chi ha già testimoniato suonano pesanti: “Mi sbatteva sulla scrivania e mi sovrastava con il suo peso. Tentava di baciarmi e mi toccava parti intime e il seno”. Le testimonianze delle donne sono state e verranno cristallizzate, in modo che non ci sia pericolo che vengano ritrattate in un secondo momento, nel caso le stesse venissero minacciate o venisse offerto del denaro in cambio di un retrofront. Le 4 ragazze non si conoscono tra loro. Due si rivolgevano alla Caritas diocesana e ad altri operatori di associazioni religiose. Ed è stato proprio il responsabile Caritas a sollevare il polverone rivolgendosi alla questura per denunciare le presunte violenze su queste due donne da parte dell’assessore. Non solo. A complicare la situazione dell’imputato anche prove di telefonate che gli inquirenti si sono trovati a poter ascoltare nel momento in cui una delle ragazze era in questura per denunciare i fatti. Le indagini sono durate circa un anno e mezzo. Non un mese, ma ben due anni il lasso di tempo in cui si sarebbero verificati gli abusi sulle donne e il sospetto che oltre chi ha denunciato (5 donne) ce ne possano essere anche altre.
Per D’Agostino era stato chiesto in un primo momento il carcere dal pubblico ministero Lucia Anna Campo ritenuto però provvedimento eccessivo in quanto già mettendolo ai domiciliari si potrebbe impedire che il reato si ripeta secondo il giudice.  C’è chi ha rinunciato alla difesa di D’Agostino come l’avvocato Burracchio e chi ha chiesto, come l’opposizione, le dimissioni del sindaco che avrebbe dovuto vigilare (Di Primio). 
“Se sapeva e ha taciuto è una colpa gravissima. Se non sapeva, data la gravità del caso è comunque una colpa. Questa complicità ostinata e indulgente mi fa sospettare che molto ci sia da nascondere e da proteggere” dichiara Giampiero Riccardo, ex Idv e presidente dell’associazione Zapping. “Culpa in vigilando” aggiunge.
“I fatti che hanno portato all’arresto dell’assessore Ivo D’Agostino, componente Udc nella giunta di centrodestra che amministra il Comune di Chieti, sono di gravità tale che a prescindere dagli esiti giudiziari impongono una seria riflessione sulle qualità morali di chi assume incarichei di governo” afferma il Movimento arancione Officina di Chieti in una nota a firma dei referenti provinciali Tiziano Viani ed Enrico Raimondi. “L’assessore avrà modo di difendersi in giudizio e noi speriamo che possa dimostrare l’estraneità ai fatti ma sorge il dubbio che la nostra città sia tornata ad essere governata da chi utilizza forme di amministratore pubblico per perseguire vantaggi privati e, fatto nuovo, per indurre a prestazioni sessuali. Chieti non ha bisogno di questo”. 
Il sindaco Di Primio si difende e va in procura per gli insulti ricevuti su facebook: “Sporgerò denuncia perchè non tollero le gravi offese indirizzate alla mia persona attraverso i social network. Sono pronto a fare lo stesso contro i politici teatini di opposizione che non stanno perdendo tempo e occasione per buttare giù fango su di me e sulla nostra amministrazione. Accetto che le minoranze cavalchino l’onda del momento e chiedano le mie dimissioni, accetto che qualcuno strumentalmente ipotizzi mie deficienze politiche, ma non posso assolutamente tollerare che si utilizzi un mezzo di comunicazione come Facebook per attaccare nei modi peggiori la mia persona e l’amministrazione comunale che rappresento. Alla denuncia allegherò anche una copia della pagina di Facebook che ho provveduto a stampare. C’è un limite a tutto. E anche verso l’opposizione leggerò e mi comporterò di conseguenza”. Tiziana%20Smargiassi%20(tizianasmargiassi@vastoweb.com)

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