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Ivo Menna su allarme sicurezza "In città non c'è racket"

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VASTO. “L’allarmismo che è stato sollevato dall’ex presidente del Consiglio comunale di Vasto, Riccardo Alinovi e da un ex vigile urbano, i quali a seguito degli incendi che si sono verificati in questi giorni che sono atti teppistici e dolosi secondo la mia opinione-ha spiegato  Ivo Menna nel corso di una conferenza stampa- vengono descritti come un regolamento di conti, mafia, racket e droga. E non si rendono conto –dichiara Ivo Menna- che facendo queste affermazioni loro gettano un clima di allarme, di sospetto di insicurezza nei confronti della popolazione dei cittadini. Non si rendono assolutamente conto della gravità delle loro affermazioni.

Quello che è più grave è che parlano di assenza dello Stato e che la criminalità a Vasto ha vinto. Queste sono affermazioni gravissime che io contesto, puntualmente perché questi signori non conoscono probabilmente la realtà cittadina, non conoscono le questioni sociali che sono legate dietro questi fenomeni di teppismo che quotidianamente possono avvenire.

Quello che mi meraviglia è che addirittura due parlamentari di questo territorio come Maria Amato del Pd e del grillino Gianluca Castaldi   quali ignorano la pericolosità e le gravi affermazioni di questi personaggi vastesi. Il signor Alinovi-prosegue Menna- è stato per cinque anni presidente del Consiglio comunale e non mi pare che lui sia stato efficace nelle politiche di contrasto a questi fenomeni. Vorrei ricordare che a Vasto si sono verificati fenomeni molto gravi che hanno coinvolto persone con degli omicidi. Vorrei ricordare l’omicidio passionale di un noto imprenditore che ha ucciso la sua compagnia e di un figlio che ha ucciso i genitori e nessuno è andato ad affrontare le questioni del disagio che esiste. Alinovi e l’ex vigile urbano ignorano che lo Stato ha tagliato risorse alla polizia, ai carabinieri ed altre istituzioni dello Stato.

Non c’è bisogno di Polizia, di carabinieri o vigili urbani, dobbiamo stare attenti al senso vero della cosa pubblica. Ho l’impressione che manchi il senso della cosa pubblica. Trascurano questi nostri amici che questi episodi di accanimento delle auto bruciate vengono probabilmente da un disagio che si incarna nei giovani. Se noi dovessimo chiedere dati reali al Sert avremmo di fronte una situazione molto grave perché penso che i dati ufficiali del Sert ci potrebbero confermare che esiste un gravissimo disagio giovanile.

Questi fenomeni di cui parlano i nostri amici si possono cambiare con quali strumenti?. Propongo pertanto di intervenire sulle politiche sociali, sulla scuola, di seguire una ricerca costante con un senso nuovo della cosa pubblica. La corruzione, l’attenta osservazione della realtà quotidiana. Qui –ha concluso Menna- non c’è racket”.

Paola D’Adamo   paoladadamo@vastoweb.com

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