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Assalto al portavalori: nuove rivelazioni di un arrestato

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SAN SALVO. Simone De Gregorio, l’operaio di San Salvo in carcere da otto mesi con l’accusa di avere fornito la basa logistica al commando che il 14 dicembre 2012 fece l’assalto armato al furgone portavalori della società Aquila vuole parlare con il pm Giancarlo Ciani e chiarire la propria posizione. La notizia è stata confermata dal suo difensore, l’avvocato Antonello Cerella. De Gregorio arrestato a San Salvo insieme a Costantino Surace non prese parte fisicamente alla rapina. Per i giudici tuttavia fornì un supporto notevole alla gang mettendo a disposizione della banda la base logistica.
Per questo è accusato degli stessi reati contestati al gruppo armato che compì l’assalto al blindato: rapina, concorso in tentato omicidio, porto abusivo di armi da guerra, incendio doloso e naturalmente favoreggiamento. Il legale della difesa non è affatto d’accordo. “De Gregorio può essere accusato di favoreggiamento ma lui non ha rapinato nè cercato di uccidere nessuno”, insiste l’avvocato Cerella. Ma il suo cliente resta in carcere. “E’ stanco, stremato. Vuole essere ascoltato dal dottor Ciani. Confidiamo in una nuovo interrogatorio a breve “, dice l’avvocato Cerella. La rapina fruttò 600mila euro. Su 19 indagati, 17 dei quali pugliesi, in base ai riscontri scientifici dei Ris gli esecutori materiali del raid furono una decina . Gli investigatori hanno appurato che non ci sono tracce ematiche nè saliva di De Gregorio sul materiale sequestrato dopo la rapina. Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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