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Lotta allo spaccio, pugno duro della magistratura

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VASTO. Operazioni antidroga. Ha lasciato il carcere di Torre Sinello ieri mattina V.M. l’operaio siciliano residente a Vasto arrestato dalla guardia di finanza per coltivazione fai da te di 20 piante di canapa indiana. Il gip Stefania Izzi ha accolto le richieste del difensore, l’avvocato Nicola Chieffo e concesso all’indagato, padre di tre figli, gli arresti domiciliari. Resta in carcere invece Erion Koroveshi, l’operaio albanese di 33 anni residente a San Salvo trovato mercoledì dai carabinieri con l’auto farcita da 33 chilogrammi di marijuana. 
La droga, un carico che vale oltre 300 mila euro, pare fosse destinata allo sballo del fine settimana. L’arresto dell’albanese ha aperto un nuovo filone di indagini sullo spaccio di stupefacenti nel Vastese. “Sempre più spesso”, sottolinea il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca “i corrieri sono persone insospettabili”. Vista la quantità di droga trovata nella Mercedes dell’indagato, il gip Izzi ha convalidato l’arresto di Koroveshi e deciso che l’albanese resterà a Torre Sinello. Il difensore, l’avvocato Raffaele Giacomucci per il momento non si pronuncia. L’operazione che ha portato al sequestro di 33 chilogrammi di droga ha sollevato il coperchio su un problema che la stessa Prefettura ha definito estremamente delicato e meritevole della massima attenzione.  Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com) 

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