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La provincia non paga imprenditore che resta senza lavoro e senza soldi

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VASTO. “Non tornerò a fare lo sciopero della fame, ho promesso alla mia famiglia, ma qualcosa dovrò inventare per farmi pagare. Non ho intenzione di buttarmi dalla finestra. Chiedo solo di lavorare. Andiamo incontro all’inverno e tra le spese da pagare ci saranno anche quelle del riscaldamento. Chiedo solo di vivere, ma per farlo devo lavorare”. E’ questa la dichiarazione dell’imprenditore vastese, Massimo Tomeo,  finito nei giorni scorsi  al Pronto Soccorso dell’ospedale de l’Aquila dopo aver effettuato per diversi giorni lo sciopero della fame.  

Massimo Tomeo  ha vissuto nel suo furgoncino a L’Aquila, davanti al palazzo della Provincia, mangiando solo fette biscottate e miele. Una protesta la sua messa in atto per chiedere 120mila euro, la somma che la Provincia de l’Aquila deve pagare  per i lavori effettuati e terminati in anticipo, nel gennaio 2012, all’ITG di Sulmona.  

 “Ho saputo di aver lavorato in subappalto per un’Ati romana autorizzata -ha spiegato Tomeo- ed i soldi per il lavoro svolto sono stati sbloccati dalla Provincia all’Ati, ma io non ho avuto nulla. La stessa Ati nel frattempo è stata sostituita per alcune irregolarità che io stesso ho denunciato. 

 A causa del mancato pagamento non ho potuto più versare i contributi Inps e Inail ai miei dipendenti, e di conseguenza è stato bloccato il Documento unico di regolarità contributiva, che mi impedisce di poter lavorare.

Non ho potuto più partecipare a nuove gare o ottenere nuove commesse”.

Nei giorni scorsi mentre era a l’Aquila, l’imprenditore ha accusato un malore. Accompagnato in ospedale i medici hanno provveduto ad eseguire le cure del caso ma hanno consigliato il ricovero che l’imprenditore ha rifiutato”.

Tomeo ha però deciso di tornare a casa a Vasto. Nonostante sia abbastanza indebolito l’imprenditore promette battaglia, non si fermerà fino a quando non sarà pagato.

Paola D’Adamo   paoladadamo@vastoweb.com

 

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