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Mobilitazione per la difesa del diritto al pascolo

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PESCARA. Promossa dalla struttura provinciale di Teramo ieri, a Colledara presso l’agriturismo “Mancini”, si è tenuta una partecipata assemblea di allevatori Abruzzesi e Marchigiani che da mesi, costituitisi in comitato permanente ed autonomo dalle Organizzazioni Professionali Agricole, difendono il loro diritto di poter pascolare il proprio bestiame sulle aree pubbliche e demaniali. Sovente accade che queste superfici sono ad appannaggio di società di comodo del Nord Italia le quali, potendo pagare affitti più alti ai Comuni ed alle Comunità Montane, di fatto privano i nostri allevatori del diritto di pascolo. Spesso, pur di poter sfruttare queste superfici, i nostri allevatori sono costretti a “pagare” una sorta di sub-affitto a queste società che però godono per intero dei premi comunitari legati alla PAC. Questo stato di fatto li priva del godimento di consistenti quote di premio comunitario perché non sempre hanno la possibilità di avere una superficie agraria sufficiente a poter coprire i titoli a premio detenuti.
Il disagio che è emerso è notevole così come la delusione, verso la regione Abruzzo e l’assessorato all’Agricoltura, per il fatto che la vicenda non è stata ancora posta al centro degli interessi del “tavolo verde” per un necessario approfondimento di merito. La Copagri Abruzzo, a tal riguardo, ha da tempo formalizzato all’assessore all’Agricoltura Mauro Febbo la richiesta  ufficiale per l’inserimento dell’ordine del giorno dell’argomento pascoli e, al cospetto degli allevatori in assemblea, è stato riassunto l’impegno di un nuovo sollecito anche coinvolgendo le altre sigle sindacali del settore.
La situazione complessiva è di forte disagio e disappunto sia per le ragioni legate al fatto che su queste superfici il pascolo non viene effettuato, con un sistematico abbandono produttivo e manutentivo del territorio, ma anche perché se non s’agisce presto, ponendo in essere i necessari correttivi in una fase ancora transitoria prima dell’entrata in vigore delle nuove norme legate alla Pac 2014/2020, il rischio grosso è che il problema permanga decretando così la morte di centinaia di aziende zootecniche site per lo più nelle aree interne. La Copagri, anche attraverso la Presidenza Nazionale, ha già posto il problema sul tavolo ministeriale e si sta attivando affinchè venga trattato anche presso l’apposito tavolo tecnico nella conferenza Stato – Regioni. redazione@vastoweb.com

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