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Tagliente rileva alcune incongruenze per un posto al Consiglio regionale

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L’AQUILA. Il consigliere regionale vastese Giuseppe Tagliente rileva alcune incongruenze per la selezione pubblica per titoli ed esami per la copertura di un posto a tempo pieno e indeterminato di dirigente della struttura speciale di supporto stampa e comunicazione presso gli uffici del Consiglio regionale dell’Abruzzo. “In particolare –spiega tagliente- nelle leggi di riferimento, cioè la deliberazione dell’Ufficio di presidenza n. 105 del 3/8/ 2001 e la Legge regionale n. 77/1999 a cui rinvia la deliberazione adottata per l’occasione dai vertici politici del Consiglio regionale, ovvero il presidente Pagano e i consiglieri componenti l’ufficio di presidenza cui Tagliente ha sottoposto alcune considerazioni.

Nel leggere l’Avviso Pubblico –aggiunge Tagliente – mi sembra tuttavia di rilevare un’erronea interpretazione ed applicazione della norma almeno in quella parte dell’art. 2/d in cui si equipara il dipendente di ruolo della P.A. al dipendente di una struttura privata con la qualifica di Capo Servizio, così come prevista dal Contratto Collettivo Nazionale dei Giornalisti.

 La ragione per la quale mi sembra troppo ‘tirata per i capelli’ l’equiparazione disposta, peraltro non contemplata in nessuna norma, risiede essenzialmente nella circostanza di non poco conto che spesso nelle redazioni giornalistiche il cosiddetto Capo Servizi non ha che pochissime unità da lui dipendenti e quindi difetta di quell’esperienza di coordinamento delle risorse umane che la legge prevede.

Altra questione riguarda la valutazione dei titoli di cui all’art. 7 dell’Avviso Pubblico, ove si prevede, non si sa perché, l’attribuzione di ben 2,00 punti per ciascun anno o frazione superiore a 6 mesi per il concorrente proveniente da settore privato, diversamente da quanto si stabilisce per altra categoria, pur proveniente dal settore pubblico, alla quale viene concesso un misero 0,50. Una considerazione importante di carattere generale inoltre che introduco sotto forma di interrogativo.

Per la scelta di un dirigente di un’area fondamentale e delicata come quella del Supporto stampa e della Comunicazione-conclude il consigliere regionale vastese- non sarebbe stato meglio prevedere, almeno per il candidato proveniente dal comparto privato, una valutazione vertente sulle reali capacità professionali e di lavoro del candidato ovvero sulle esperienze maturate e sulle pubblicazioni al suo attivo?”.

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