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Il mistero del Sinello resta irrisolto. Difficile la ricostruzione del volto

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VASTO. E’ passato un mese dal ritrovamento di un cadavere nel Sinello, ma quel corpo che nessuno ha reclamato resta senza nome. Occorreranno almeno altre due settimane prima di arrivare alla ricomposizione del volto. Una procedura che potrebbe facilitare l’identificazione. Ad occuparsi della delicata operazione è il medico legale Pietro Falco in collaborazione con l’antropologo forense Luigi Capasso, direttore della facoltà di Scienze biologiche dell’Università di Chieti. 
Con la tecnica tridimensionale gli esperti stanno cercando di ridare dei lineamenti ad un cranio scarnificato dall’aggressione degli animali acquatici. Se fosse necessario il medico legale potrebbe ricorrere anche alla genetica forense per l’individuazione del Dna dell’anziano. A tal proposito durante la perizia necrologica sono già stati eseguiti i prelievi necessari. L’anziano non è morto a causa di un trauma letale. Il pensionato potrebbe anche essersi suicidato. In ogni caso nessuno ha richiesto il suo corpo. 
Eppure vista la scarsa portata d’acqua del Sinello non deve essere arrivato da molto lontano. Il fiume comunque nasce sui monti di Castiglione Messer Marino. Il confine con il Molise è vicino. Ma in Molise non risultano denunce di persone scomparse. Il corpo come detto appartiene ad un anziano di circa 65-70 anni. L’esame della mandibola e dell’arcata dentale rivelano la presenza di una protesi dentale fissa nella parte superiore con alcuni denti in oro. La deformazione delle ossa denuncia problemi articolari. A ritrovare il corpo il 13 settembre sono state alcune guardie venatorie.  Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)  

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