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Omicidio Strever: la difesa del marocchino condannato preannuncia appello

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VASTO. Trenta anni per omicidio e rapina aggravata. La  sentenza di condanna per Hamid Maathaoui, 36 anni colpevole dell’uccisione di Michela Strever a distanza di 24 ore continua a tenere banco in città. Il difensore dell’ uomo, l’avvocato Nicola Artese ha annunciato il ricorso in appello contestando le aggravanti. 
Il calcolo della pena fatto dal giudice  Salusti è infatti prodotto dalle aggravanti della crudeltà e della limitata capacità della vittima che non poteva camminare. “A mio avviso dal racconto di Maathaoui non c’è stata nessuna crudeltà”, ha commentato l’avvocato Artese. “Premesso che Hamid ha rischiato il carcere a vita, cercherò di ottenere una riduzione della pena”, afferma Artese preannunciano appello. 
Il processo per  Hamid Maathaoui avrebbe dovuto essere celebrato il 16 ottobre dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Lanciano. Il suo avvocato ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato. Il processo si è celebrato ieri a Vasto. La requisitoria del pm Ciani è stata puntuale e analitica. La pubblica accusa ha chiesto 30 anni di reclusione. La parte civile rappresentata dall’avvocato Arnaldo Tascione, si è associata. La difesa ha invocato le attenuanti ricordando al giudice Salusti che Maathaoui ha confessato ed ha collaborato con gli inquirenti. “In realtà sono stati bravissimi i magistrati e i carabinieri. Grazie alle loro indagini la famiglia Strever ha avuto giustizia”, ha commentato l’avvocato Tascione.       Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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