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Le iniziative di Italia Nostra ed il Liceo “R. Mattioli” per la festa dei morti

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VASTO. I prossimi 29 e 30 ottobre la sezione Italia Nostra del Vastese  con il Liceo Scientifico e Musicale “R. Mattioli” di Vasto organizza due appuntamenti dal titolo “Il silenzio e la memoria” e “Il presepe popolare napoletano tra «festa dei morti» e ciclo natalizio”.

La prima iniziativa è in programma il 29 ottobre alle ore 15.30, il punto di incontro è l’ingresso antico di via del Cimitero.

Obiettivo dell’incontro di Italia Nostra del Vastese è quello di capire i modi in cui, a partire dall’Ottocento, la città ha fisicamente rappresentato – dal punto vista urbanistico-architettonico – il suo rapporto con i defunti. In questa prospettiva, l’impianto legislativo sulla necropoli – nel momento di transizione dalla sepoltura urbana a quella extraurbana – diventa centrale per cogliere il senso dell’opzione monumentale attraverso le scelte effettuate dallo Stato borbonico tra tumulazione e inu-mazione.

E’ prevista pertanto la visita guidata del prof. Luigi Murolo nel cimitero di Vasto che condurrà il viator in un percorso culturale che svilupperà il tema dell’architettura funeraria ottocentesca della città. Sarà un momento specifico di riflessione per l’approccio storico alla conoscenza del paradigma della cimiterialità, aspetto non religioso – e dunque, laico – della «festa dei morti».

Il 30 ottobre invece  nella sala parrocchiale della Cattedrale di San Giuseppe, alle 17-20 visita della piccola mostra sui pupattelli originali creati dall’artigiano popolare. Alle ore 17,30 invece è prevista la conversazione dal titolo Il presepe popolare napoletano tra «festa dei morti» e ciclo natalizio.

Le ricerche antropologiche degli ultimi vent’anni hanno aperto un diverso orizzonte alla comprensione del presepe popolare napoletano venuto a affermarsi dalla fine del Settecento fino a tutto il secolo successivo (il Novecento ne raccoglie semplicemente l’eredita).

La “luminosità” del presepe borghese sei/settentesco è in netto contrasto con la natura ctonia di quello popolare. Le indagini condotte soprattutto sul Presepe del Bambin Gesù nel Cimitero delle Fontanelle a Napoli (rione Sanità) – una cava tufacea di ca. 3000 mq che, insieme con la Natività in una chiesa ipogea, raccoglie 40000 resti umani accatastati durante la peste del 1656 e il colera del 1837 (si parla dello stesso luogo in cui è disperso il corpo di Giacomo Leopardi) – rivelano, nei susseguenti racconti, una devozione popolare di carattere ierofanico nella quale l’intreccio di «anime pezzentelle» (cranii senza corpo) e Natività senza infante fissano al 2 novembre l’avvio della rinascita che culmina con il Natale e, soprattutto, con l’Epifania.

Lo stesso contesto devozionale viene a spiegare il significato simbolico-allegorico dei personaggi fissi del presepe, vere e proprie Pathosformeln in cui si addensa l’archeticipità della creazione. Il prof. Luigi Murolo affronterà questi temi nell’esame dei pezzi superstiti di un figurinaio ottocentesco vastese, Domenico Miscione alias Munzù (1826-1905).

Paola D’Adamo   paoladadamo@vastoweb.com

 

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