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La Diga di Chiauci,torna ad essere una cattedrale nel deserto

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VASTO. La Diga di Chiauci, opera tanto attesa quale soluzione per far fronte al fabbisogno idrico del territorio vastese, appena dopo due anni, torna ad essere una cattedrale nel deserto.
L’attuale situazione consortile, oramai sulla bocca di tutti, sia per i problemi economici-finanziari che per quelli gestionali, non fa presagire nulla di buono per il prossimo futuro tanto da far temere  per l’attività di invaso sperimentale della diga.

Le organizzazioni professionali agricole hanno il dovere morale di informare gli agricoltori sui danni che le colture subiranno nella prossima stagione irrigua se non ci saranno utili ed immediate risoluzioni agli innumerevoli problemi che impediscono all’Ente di proseguire nella propria attività istituzionale.

Nei giorni scorsi, l’ostruzione naturale della griglia di presa della Traversa di San Giovanni Lipioni che ha impedito il prelievo dell’acqua da parte del COASIV solo per alcune ore, poi risolto con l’intervento dei dipendenti consortili nonostante lo stato di presidio dell’Ente, è solo l’inizio di ciò che potrà accadere ed anticipa quello che potrà essere lo scenario  doloroso di chi alla fine subirà i danni di questa cattiva gestione.

I dipendenti a causa della indisponibilità finanziaria,  sono loro malgrado costretti a non garantire la custodia della Diga di Chiauci.
Sono a rischio gli incarichi ai professionisti responsabili dell’esercizio e sicurezza e  i progetti per le opere di completamento della Diga.

redazione@vastoweb.com

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