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Due carabinieri chiedono grosso risarcimento allo Stato

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VASTO. Coinvolti ingiustamente nell’odissea  giudiziaria del giudice Antonio La Rana (conclusa anche per quest’ultimo con una sentenza definitiva di assoluzione) due marescialli dell’Arma dei carabinieri, presentano il conto allo Stato.
I due sottufficiali accusati di calunnia in concorso, per colpa delle accuse vennero trasferiti. “Per molti anni sono stati lontano dalle famiglie e hanno subito giudizi negativi che non meritavano”, affermano i loro legali, Arnaldo Tascione, Giuseppina Di Risio e Pierpaolo Andreoni. Gli avvocati hanno presentato un atto di citazione per risarcimento danni alla presidenza del Consiglio dei ministri nella persona del presidente Letta di 400mila euro a testa. 
“I due militari”, spiegano i tre penalisti “hanno subito indebitamente un calvario processuale durato quasi un decennio che ha leso in modo irrimediabile la loro sfera patrimoniale, pregiudicando al contempo gravemente il loro status familiare e le opportunità di carriera”, dichiarano Tascione, Di Risio e Andreoni. Gli avvocati ritengono sia ravvisabile negligenza e inerzia delle autorità inquirenti e requirenti dell’epoca. 
Fortunatamente sia la pubblica accusa chiamata a giudicarli che il Gup del Tribunale di Vasto hanno deciso nel 2011 la loro assoluzione. La richiesta di risarcimento sarà valutata dai giudici di Campobasso, competenti per le vicende legate a magistrati abruzzesi. Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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