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De Fanis sesso quattro volte al mese come stabilito da contratto

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PESCARA. L’ex  assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, accusato di aver concusso un imprenditore ed incassato mazzette, pretendeva sesso dalla sua segretaria quattro volte al mese come stipulato in un contratto trovato in casa della donna, a Guardiagrele, durante una perquisizione.

“Nella copia del contratto, trovata strappata a pezzi in un cestino la donna –scrive Giuseppe Caporale in un articolo pubblicato oggi sul  quotidiano la Repubblica- doveva “stare insieme” all’assessore almeno quattro volte in un mese. Per fare “l’amore”. Tutto avveniva in cambio di denaro: trentaseimila euro annui”.

La donna  era già componente dello staff di De Fanis, nel ruolo di segretaria particolare percependo 1.200 euro al mese. Incarico ottenuto  senza  concorso.

Ci sono volute alcune settimane per rimettere insieme i pezzi e valutare con attenzione il contenuto di quella “prova” e il suo reale significato. E la scoperta è stata sorprendente. La conferma è poi arrivata, pochi giorni fa, dalla stessa segretaria, durante il suo ultimo interrogatorio.

Rispondendo alle domande del pm Giuseppe Bellelli Lucia Zingariello ha chiarito: “L’assessore era ossessionato da me… – ha messo a verbale – mi ha costretto a firmarlo. Io non ho potuto rifiutare. Ho avuto paura…. .

Voglio uscire da questa storia. Non ho preso un centesimo di quelle tangenti e ignoro cosa sia successo…” ha detto al pm. “Io avevo un lavoro nella sanità a tempo indeterminato ma, in quel periodo mi trovavo in una situazione particolare perché mia madre stava male. È stato De Fanis a propormi di fare la sua segretaria. Mi misi in aspettativa e accettai il lavoro perché avrei potuto gestire meglio i miei problemi perché dovevo lavorare per 3 giorni. De Fanis mi propose il lavoro, anche se non ho mai partecipato alle sue campagne elettorali, anzi io ho la tessera del Pd… “.

Lucia Zingariello ha inoltre dichiarato  “In Regione è una consuetudine timbrare e uscire per faccende personali.  Quando sono entrata lì nell’ottobre 2012 in molti facevano così. Io partecipavo a missioni, a riunioni esterne. Una volta sola sono andata dall’estetista. Anche i miei colleghi si comportavano così e non credevo di fare nulla di male…”.

Paola D’Adamo   paoladadamo@vastoweb.com

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