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In Abruzzo il primo contratto di "Proposta indecente"

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PESCARA. L’assessore regionale Luigi De Fanis ha messo l’immagine dell’Abruzzo letteralmente in ginocchio, ed in ginocchio, piegati in due, molti abruzzesi per la vergogna e moltissimi abruzzesi ed italiani piegati in due dal ridere.

Certo che in momenti di crisi stipulare contratti a 750 euro a prestazione (quattro volte al mese per 12 uguale 48 incontri; 36000 diviso 48 uguale 750) è indice di magnanimità o forse di poca virilità. Perché non 12 prestazioni mensili a 250 euro l’una che è pur sempre un signor onorario?

In verità tra le tante cose che vengono addebitate all’assessore ed alla di lui segretaria tuttofare quella più inverosimile ci pare quella della stipula per prestazioni sessuali che rappresenterebbe non un’azione criminale ma un’azione  tale da far dubitare dell’equilibrio mentale dei contraenti, tali da rappresentare un’attenuante circa altri eventuali reati.

 Per di più poco convincente è anche la ricostruzione del puzzle del contratto strappato in mille pezzi e rinvenuto dalla Guardia Forestale dello Stato in casa delle segretaria. Si legge oggi che sarebbero state necessarie alcune settimane per ricomporlo, mentre noi sosteniamo che sarebbero bastate poche ore.

Così come a qualsiasi bambino viene strappata la lettera di Babbo Natale per un comportamento poco ortodosso ricomporrebbe la lettera in pochissimi minuti. Non abbiamo alcun dubbio circa il fatto che un politico italiano abbia voluto, dovuto o potuto, fornire un’occupazione leggera leggera,  facile facile e ben remunerata ad un’amica particolare, che abbia potuto ricevere donazioni più o meno spontanee da persone o ditte legate alla sua attività istituzionale ma questa del contratto ci pare una enormità che stentiamo onestamente a credere e che lancerebbe l’Abruzzo nel pionerismo della sottoscrizione di “Proposta indecente” che al momento avevamo visto solo in un famoso film americano.

Paola D’Adamo   paoladadamo@vastoweb.com

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