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Forniva prodotti pericolosi agli ospedali, arrestato dal Nas

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LARINO. Dalla scoperta di flaconi di disinfettanti utilizzati per la sanificazione delle sale operatorie e di rianimazione scaduti e riutilizzati con l’etichetta contraffatta al sequestro di quasi 30mila dispositivi medici privi di sterilità e in precarie condizioni igieniche, sequestrati sia presso un capannone di Pescara sia negli ospedali di Termoli, Larino e Campobasso. Questa la frode commessa dal 70enne Roberto Colella, titolare delle società di distribuzione Silch e Medix, che all’alba di oggi, su mandato del gip del Tribunale di Larino è stato arrestato e ristretto alla misura cautelare dei domiciliari dai carabinieri del Nas. Finisce così l’inchiesta che nell’inverno scorso aveva scandalizzato l’opinione pubblica, visti i rischi assunti dai pazienti dei vari nosocomi nell’utilizzo di cateteri venosi, prolunghe, cannule, filtri, valvole per respiratori, sonde rettali, cateteri vaginali e tubi drenanti, tutti prodotti falsificati. L’allarme non ha riguardato solo gli ospedali molisani, perché ulteriori indagini e sequestri sono partiti anche nei presidi di Vasto e Chieti.

Colella si serviva di un informatore farmaceutico 50enne, sempre pescarese, su cui la Procura frentana ha chiesto l’applicazione delle misure cautelari, ma il gip Vezzi l’ha negata in questo caso. I due sono indagati per reati in concorso quali frode nell’esecuzione di contratti di fornitura di dispositivi medici, alterazione e contraffazione di prodotti ospedalieri e per attentato alla salute pubblica. I dettagli dell’operazione, condotta dal Nas di Campobasso, coordinato dal comandante regionale Antonio Forciniti sono stati diffusi stamani in una conferenza stampa ospitata nella sede della Procura della repubblica di Larino, alla presenza del procuratore capo Ludovico Vaccaro.

Un’attività d’indagine scaturita dal disconoscimento di una azienda fornitrice di Bologna che aveva evidenziato come i flaconi presenti nei reparti degli ospedali del Basso Molise non fossero di sua provenienza ma contraffatti, rivelazione che ha contribuito a scoperchiare un vero e proprio vaso di pandora, che metteva a rischio la salute di degenti e utenti della sanità molisana per l’incauto utilizzo di prodotti fuori norma e pericolosi.

Questa la ragione che ha indotto gli inquirenti a richiedere l’arresto del Colella. Possibili sviluppi investigativi, inoltre, potrebbero esserci perché l’interesse di Nas e Procura è ora quello di stabilire chi favorisse l’ingresso della fornitura sospetta e fraudolenta nelle strutture dell’Asrem.

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