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Muore dopo una lunga malattia: riconosciute cause di lavoro

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VASTO. Nel contenzioso giudiziario, promosso per il tramite dell’Inca – CGIL, un operaio, carrozziere- verniciatore per oltre 30 anni, affetto da neoplasia alla vescica, ha visto riconoscere la genesi professionale della sua malattia dal Giudice del lavoro di Vasto  con conseguente rendita professionale a carico dell’INAIL.
La causa iniziata nel 2010, con il patrocinio legale dell’Avv. Fabio Giangiacomo, ha avuto bisogno di specifica CTU anche e soprattutto per risalire alle sostanze in uso nel periodo interessato e alla loro influenza sulla malattia, considerando che – almeno fino agli anni ’90 –  l’uso dei solventi chimici nelle vernici non era compiutamente indicato come fattore fortemente patogeno.
“Le difficoltà nel ricostruire le situazioni lavorative svoltesi molti addietro e la lunga genesi  delle malattie professionali tendono a rendere difficile la tutela giudiziaria verso un fenomeno che si tende a sottovalutare, ma che è non meno grave degli stessi infortuni da causa violenta se solo si pensa che nei 27 paesi U.E. si contano ogni anno 74 mila decessi collegabili all’esposizione di sostanze pericolose negli ambienti di lavoro”.
Alla riconosciuta pericolosità dell’amianto, della silice cristallina e della polvere di legno oggi  si devono aggiungere sostanze chimiche molto più articolate e parimenti  insidiose,  comportanti  gravi malattie invalidanti e,  molto spesso, addirittura il decesso. Peraltro la scarsa consapevolezza dei rischi chimici nelle piccole e medie aziende e le prassi di “sub-appalto” non aiutano la prevenzione e la lotta contro tale insidioso pericolo. redazione@vastoweb.com

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