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Sel contraria alla creazione di un parco minerario

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VASTO. Il consigliere provinciale di SEL, il vastese Alessandro Cianci interviene in merito all’incontro tenutosi nei giorni scorsi tra la Medoilgas, azienda del settore petrolifero, alla presenza di Confidunstria di Chieti, e le rappresentanze sindacali di CGIL, CISL e UIL.

“Il tema dell’incontro -ha spiegato Cianci- è stato il progetto di creazione di un parco minerario di estrazione del petrolio di fronte alle nostre coste.
Senza trascurare l’importanza di mostrarsi aperti e disponibili al confronto e credendo che i sindacati, nella loro piena autonomia, abbiano non solo il diritto, ma anche il dovere di incontrare le varie realtà economiche presenti sul territorio, ci chiediamo, tuttavia, quale interesse possano avere i lavoratori ad ascoltare una azienda come la Medoilgas.

L’azienda citata svolge, principalmente, attività di compra-vendita di permessi di estrazione petrolifera. Pur non sapendo quali siano le loro intenzioni in Adriatico, ci aspettiamo che rivenda l’eventuale autorizzazione a qualche azienda attrezzata per l’estrazione petrolifera.
Ricordiamo a noi stessi che l’attività di estrazione petrolifera non crea occupazione, ma la distrugge. E’ una attività che si svolge con minime unità lavorative, solitamente già impiegate in azienda.

Inoltre, è importante specificare che estrarre il petrolio sul proprio territorio non abbassa il costo dell’energia per le aziende del luogo, diversamente da quanto ci propinano.
Se non si crede a quanto detto, basta recarsi in Basilicata dove la Val d’Agri è stata distrutta dal petrolio e le aziende locali pagano l’energia esattamente quanto quelle delle altre regioni italiane, senza vantaggi apprezzabili.
I costi sanitari, invece, restano a carico dei cittadini lucani, mentre i giovani emigrano perché non trovano lavoro in zona.

Aggiungiamo che, come sicuramente sanno bene i vertici di Confidustria Chieti, attualmente non c’è nessun paese al mondo che tenti di rilanciare la propria economia attraverso  il petrolio.
Infine, ci limitiamo ad osservare che l’impatto economico negativo di un distretto petrolifero è tale da distruggere i nostri settori della pesca, del turismo, dell’enogastronomia e perfino della logistica, perdendo migliaia di posti di lavoro.
L’impatto sulla salute dei cittadini è incerto, dipende da innumerevoli variabili tra le quali addirittura i venti o le calamità naturali, sicuramente l’aumento dei tumori è valutabile in non meno di10, 20 anni.

Noi capiamo bene che la Medoilgas faccia in qualche modo leva sulla disperazione dei lavoratori, promettendo posti di lavoro e royalties per tutti, e conosciamo la giusta sensibilità che hanno i sindacati sul tema: sono loro “in trincea” per garantire che l’occupazione sia salvaguardata ogni giorno.

Tuttavia, è noto a tutti (cittadini, politici in buona fede, sindacati) che il petrolio distrugge posti di lavoro e non ne crea. Quindi pensiamo che sia importante parlare con le imprese, con i sindacati e con i lavoratori per stringere un patto di sviluppo economico vero e sostenibile, basato su un nuovo tipo di intervento regionale e su una vera politica industriale.

Nei prossimi giorni SEL -conclude Cianci- chiederà di incontrare tutti i soggetti disponibili a rilanciare la sfida dello sviluppo e dell’occupazione, trovando soluzioni innovative e coraggiose. Sediamoci a questo tavolo con le nostre migliori idee e facciamo qualcosa di concreto: Non c’è più tempo da perdere dietro  chi vuole solo arricchirsi sulla pelle e sulla salute degli abruzzesi”.

Paola D’Adamo   paoladadamo@vastoweb.com

 

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