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Il legale di De Fanis chiarisce i fatti contestati al suo assistito

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PESCARA. “Dopo un primo comunicato diffuso successivamente all’arresto-dichiara il legale dell’ex assessore Luigi de Fanis-  – comunicato reputato necessario per chiarire subito l’estraneità del Dott. De Fanis ai fatti contestatigli – e dopo l’invio al Presidente della Regione della lettera contenente le dimissioni da Assessore, il mio assistito, nonostante la campagna mediatica che lo aveva letteralmente messo alla berlina anche sul piano personale, aveva scelto di rimanere in silenzio e di trattare la vicenda solo nella opportuna e doverosa sede: quella giudiziaria.

Aveva scelto – con il conforto dei suoi legali – anche di rinviare il confronto con l’Autorità inquirente al fine di meglio organizzare idee (c’era la necessità di superare il fisiologico momentaneo disorientamento conseguente all’inaspettata, imprevedibile ed inimmaginabile misura cautelare applicata) e reperire documenti da offrire alla Procura allo scopo di fornire utili elementi per dirimere il caso. Questa è stata la scelta iniziale; scelta, però, che oggi, alla luce dei più recenti accadimenti mediatici, va necessariamente rivisitata.

Da qui il motivo di queste righe che non hanno certo la pretesa di esaurire la trattazione né della vicenda giudiziaria, né di quella personale del Dott. De Fanis; bensì di ristabilire alcune verità che stridono con l’immagine squallida, arrogante, disonesta del mio assistito, così come è stata tratteggiata da alcuni organi di informazione dal giorno del suo arresto ad oggi.

Il Dott. De Fanis, a cui mediaticamente viene attribuita una condotta di dissipatore di soldi pubblici e di “mazzettaro”, in realtà: – è colui che nei suoi tre anni di assessorato non ha mai esaurito, rimanendo ben al di sotto dei limiti di utilizzo annualmente consentiti, il budget della carta di credito regionale a sua disposizione; – è colui a cui va riconosciuta – unitamente al suo staff – la capacità ed abilità di aver organizzato la “trionfale” partecipazione della Regione Abruzzo all’ultima Fiera Internazionale del Libro di Torino (partecipazione dalla cui elevata qualità del lavoro svolto è derivato il pubblico riconoscimento degli organizzatori i quali hanno stabilito di avere la Regione Abruzzo quale ospite d’onore per l’edizione del prossimo anno; il tutto con evidenti e notevoli risparmi economici per la regione stessa); – è colui che, allorquando doveva utilizzare l’auto di servizio, non si faceva andare a prendere a casa (Montazzoli), ma, usando la sua autovettura privata, andava incontro al suo autista fino a Piazzano di Atessa, con evidente risparmio di denaro pubblico; – è colui che ha amministrato il plafond della cultura nel pieno ed assoluto rispetto della normativa vigente (L.R. n. 43/1973), con la sola differenza che quello a sua disposizione è stato pari a circa 500 mila euro, mentre quello di alcuni assessori che lo hanno preceduto negli anni passati nel medesimo ruolo istituzionale, è arrivato anche a 14 miliardi delle vecchie lire; – è colui che quando ha bevuto champagne, lo ha sempre pagato di tasca propria.

Queste sono le verità. Vi è solo da aggiungere che probabilmente qualcuno rimarrà deluso leggendo queste righe perché forse si aspettava considerazioni sui fatti contestati dalla Procura di Pescara o sul rapporto con la Sig.ra Zingariello.

Ebbene, su questi aspetti il Dott. De Fanis non intende spendere parole e questo sia per non prestare il fianco a strumentalizzazioni di sorta (basti pensare ai commenti rilasciati da un noto personaggio politico abruzzese che occupa un ruolo istituzionale a livello nazionale, il quale in riferimento al presunto “contratto” a sfondo sessuale intercorso tra l’ex Assessore e la sua segretaria, è arrivato ad affermare che “il Presidente Chiodi deve chiedere scusa a tutte le donne”, dimostrando, con questa affermazione, che di basso ha più di una cosa, ma anche che, evidentemente, gli argomenti da poter spendere nella prossima campagna elettorale amministrativa regionale consistono esclusivamente in mere aggressioni prive di quel contenuto serio, politico ed amministrativo di cui il popolo abruzzese ha bisogno), sia perché rimane fermamente convinto che le questioni legali debbano essere trattate esclusivamente nelle sedi a ciò deputate e sia perché ritiene che in un Paese civile la privacy ed il rispetto per le persone sono e debbano rimanere valori inviolabili.

A proposito di quest’ultimo aspetto è doveroso ricordare a chi svolge attività di informazione (ed in questi giorni ed in occasione di questa vicenda si è avuto modo di verificare quanti lo fanno con scrupolo ed onestà intellettuale) che quando si decide di mettere qualcuno nel “tritacarne”, non bisogna mai dimenticare che si tratta di un essere umano che, probabilmente, avrà potuto avere, ha ed avrà anche qualche debolezza ma, sicuramente, ha – fino al raggiungimento di un’inequivocabile prova contraria – dignità e diritti intangibili; qualcuno con una famiglia, degli amici, degli affetti che non possono essere minati dalla diffusione di notizie la cui fondatezza è tutte da verificare (per non dire già smentita dalla stessa Procura della Repubblica interessata).

Per finire, sempre a seguito ed in considerazione degli ultimi accadimenti, il Dott. De Fanis ha presentato istanza di interrogatorio al Sostituto Procuratore titolare delle indagini che lo riguardano, al fine di iniziare a fornire quel contributo di chiarezza che sin dall’inizio è stata sua intenzione dare.

redazione@vastoweb.com

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