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Lussuosa villa di via Bontempi: nuovo ricorso

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VASTO. L’anno nuovo porta subito clamorose novità. La Corte di Cassazione conferma la confisca della lussuosa villa di via Bontempi e il trasferimento autorizzato dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati, dai coniugi Lucia Sauchella e Carmine Bevilacqua al Comune di Vasto. La difesa dei proprietari però non si arrende e presenta un nuovo ricorso. 
“Quella villa non appartiene ai miei clienti ma ai quattro figli”, dice l’avvocato Giovanni Cerella. “I ragazzi l’hanno ottenuta con una donazione dal nonno materno. Due dei ragazzi sono diventati maggiorenni, e sono incensurati. La Procura avrebbe potuto contestare la donazione entro cinque anni, ma non lo ha fatto. Ora i figli di Bevilacqua rivogliono ciò che è appartiene loro”, annuncia l’avvocato Giovanni Cerella. 
Il penalista vastese che nel processo penale ha  assistito  la Sauchella e Bevilacqua con i colleghi Raffaele Giacomucci e Gaetano Pecorella nel nuovo ricorso è affiancato anche dall’avvocato Montella, noto civilista di Roma. L’epilogo è tutt’altro che scontato. La vicenda è iniziata nel 2010 contestualmente ad un sequestro di droga nel quale rimasero coinvolti i coniugi Bevilacqua. 
A luglio del 2011 il procuratore capo della Repubblica, Prete dispose la confisca della lussuosa dimora in quanto provento di attività illecite. La difesa degli indagati si oppose. In appello la confisca venne confermata e così pure in Cassazione. Il 24 novembre 2012 il Comitato per la destinazioone dei beni provento di attività illecite di Chieti ordinò la consegna dell’immobile al Comune di Vasto. 
Il sindaco Luciano Lapenna, nel corso di una conferenza stampa, annunciò l’intenzione di voler trasformare la villa in una casa famiglia. Cerella, Pecorella e Giacomucci dopo l’assoluzione della Sauchella presentarono un nuovo ricorso. Qualche settimana fa però la Cassazione ha rigettato il ricorso per la seconda volta. La difesa ha aspettato che due dei figli dei Bevilacqua raggiungessero la maggiore età ed hanno presentato un nuovo ricorso.
“I proprietari di quella villa sono i figli di Lucia Sauchella e Carmine Bevilacqua. La Procura avrebbe potuto contestare la donazione ma non lo ha fatto. Due dei ragazzi ora sono maggiorenni e reclamano quello che hanno ereditato dal nonno materno. Non ci sono motivi per togliere ai ragazzi un bene ereditato”, insiste l’avvocato Cerella. Inutile dire che la Procura non la pensa così. Il braccio di ferro quindi continua.    Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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