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“Paoluccio lu varivire” va in pensione

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VASTO. 50 anni di attività propria in corso Mazzini e prima ancora, quasi un decennio, nel salone di papà Michele. Per Paolo di Bussolo, 75 anni il 13 febbraio prossimo, conosciuto con “Paoluccio Lu Zannutille” la giornata odierna segna l’addio alla sua amata professione da barbiere. Sotto le sue forbici e le sue lame, affilate grazie alla corda di cuoio appesa ad un angolo del suo salone, all’incrocio di corso Mazzini con via Ciccarone, sono passate migliaia di persone, e con lui tanti ex giovani, oggi cinquantenni, si sono cimentati nella sua bottega da barbiere come apprendisti. Paolo aveva 10 anni quando ha cominciato quest’arte leggera in piazza San Pietro, con suo padre, il quale aveva eredito la fantasia e l’estro di nonno Francescopaolo detto “Lu Zannutille” per via dei suoi denti sporgenti. Insomma una generazione di barbieri che, almeno per il momento, si interrompe, in attesa di vedere se un suo nipote (Nicola, Manuel e Cristian), da grande, vorrà riaprire l’attività di coiffeur pour homme. 
Il salone di corso Mazzini Paolo l’ha aperto nel 1964, 2 giorni dopo il matrimonio con Anna Del Greco, sua moglie, che gli ha regalato due meravigliose figlie: Daniela ed Antonella. Da allora Paolo ha svolto il mestiere di barbiere con grande passione e professionalità. Una passione che, però, non gli ha fatto mai dimenticare l’amore della sua vita: il calcio. Ex calciatore, poi grande tifoso della Pro Vasto di Ercolano, Mileno e Monteferrante, al campo Aragona Paolo non mancava mai assieme ai suoi amici. Quanti ricordi con Lillino Cianci detto “Cangiarre”, Lino Baiocco, “Il Conte” e Lucio “Filutè” Del Prete. Questi ultimi due non ci sono più. Paolo, quando può, allo stadio ci va ancora. Anche se la Pro Vasto non è più quella di un tempo. Li accomunava con i suoi amici, in realtà, anche un’altra passione, quella per i pelosi. Paolo, quando poteva, spesso da solitario, si recava a Punta d’Erce dove tra scogli ed onde, con la sua “Mazzocca” era implacabile nella caccia ai pelosi. Passione che ha abbandonato per piccoli problemi di salute solo da un paio d’anni. E con la sua comitiva di amici, quante partite a carte alla “Società Sportiva” di Michelino Ciancio presso il Palazzo d’Avalos, lato piazza del Popolo. “Da Michelino, oggi ultra novantenne – ci rivela Paolo Di Bussolo – sono  stato qualche giorno fa, a casa, a tagliargli i capelli. Ed ogni volta, con lui, è una girandola di ricordi!”. I calciatori della Pro Vasto, dal capitano “Cenzino” Mileno, ma anche ai vari Fiorillo e compagni, sono stati suoi clienti. “Si parlava di calcio, delle imprese della Pro Vasto, dei nostri sogni di grandezza sportiva”. 
Paolo Di Bussolo può essere considerato uno dei più longevi barbieri vastesi. E con lui anche il cugino Ninnì. Dopo aver frequentato la bottega del padre, è stato apprendista presso il salone di Claudio Crisci, in corso Italia, dove oggi c’è un calzolaio, poco più giù, invece, vi era un’altra bottega storica, quella di  Pasquale Celenza, dove lavorava Umberto Di Lallo, suo grande amico, scomparso di recente, che fece poi fortuna in Australia. Sulle pareti del suo salone che in questi giorni Paolo dismetterà, tiene ancora appesi alcuni riconoscimenti, una poesia a lui dedicata da Giovanni Di Rosso, una foto con un peloso enorme in mano, e le foto dei suoi amici che non ci sono più.  Oggi, come dicevamo, è l’ultimo giorno di lavoro e fino all’ultimo istante di attività lavorativa prima della meritata pensione Paoluccio vuole tagliare capelli e fare barbe, insomma vuole fare il mestiere che ha svolto per una vita, un mestiere che lo ha reso un personaggio! redazione@vastoweb.com

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