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PRC su Consorzio di bonifica sud: "Si paghino i dipendenti e si chiuda"

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VASTO. Donatello D’Alberto responsabile di Rifondazione Comunista- San Salvo interviene sulla grave vicenda vissuta dai dipendenti del Consorzio di Bonifica sud di Vasto che per causa non hanno percepito stipendio a causa dei debiti accumulati dall’ente.

“Il Consorzio di Bonifica Sud-soiega D’Alberto- dalla gestione Torricella a quella Marchetti, ha vantato 7 milioni di euro di debiti, un assessore pressoché assente, a cui si aggiunge il disinteresse di Amministrazioni territoriali, provinciali e regionali.

Solo da qualche settimana i dipendenti del Consorzio sono stati parzialmente indennizzati, dopo aver passato diversi mesi senza percepire alcuno stipendio, proprio a causa dei debiti accumulati grazie alla gestione “ballerina”.

I servizi che l’Ente dovrebbe erogare nei territori di competenza continuano ad essere discontinui e poco efficaci: strade dissestate che ricordano un percorso di guerra; canali di scolo ormai colmi di terriccio; erbacce e spazzature che persone “incivili”, impunemente, continuano a spargere in contrade abbandonate a sé stesse; scarpate ed aree di risulta con anni e anni di degrado e una vegetazione selvaggia che cresce in maniera incontrollata; mancanza di erogazione dell’acqua, essenziale non solo per l’irrigazione estiva, ma anche per la gestione quotidiana dei trattamenti alle varie colture.

I contadini e le piccole imprese agricole pagano puntualmente per la gestione della bonifica che il Consorzio dovrebbe effettuare, continuano a pagare tasse su tasse,a cui nel 2012 s’è aggiunta anche l’ IMU sulle case rurali e sulle masserie.

Per tutti questi motivi-continua D’Alberto- Rifondazione Comunista, sentito il parere dei contribuenti, chiede con forza l’abolizione di questo Consorzio, considerato ormai dai più ( a seguito di un’inchiesta eseguita sul territorio di riferimento) un insignificante carrozzone politico clientelare, al servizio esclusivo di managers, che hanno attinto per anni a questo pozzo di San Patrizio, senza farsi carico delle esigenze dei propri dipendenti e dei propri contribuenti.

Per intraprendere il cammino verso l’abolizione del Consorzio, Rifondazione Comunista invita i contribuenti alla disobbedienza civile, tramite lo strumento dello sciopero fiscale,non pagando più la quota annuale,anche in solidarietà ai lavoratori del Consorzio. Riteniamo,inoltre, opportuno che anche le associazioni sindacali e di categoria prendano una posizione netta e chiara sulla questione e portiamo all’attenzione dei movimenti ambientalisti lo scempio in cui si trova il nostro territorio,non più tutelato sotto ogni aspetto (a testimonianza,in allegato mandiamo delle foto esplicative).

Anche i Comuni non possono disinteressarsi più della questione. Un capitolo di riflessione sull’agricoltura in generale va assolutamente aperto, non si può affrontare un discorso sull’agricoltura soltanto inventandosi denominazioni amene come “città del carciofo”, “città della pesca”,etc. Essenziale è, soprattutto, recepire le esigenze di una categoria che fa parte integrante e sostanziale del nostro sistema economico territoriale, una categoria che ha trasformato paesi rurali in vere e proprie cittadine, nonostante una crisi del settore che si protrae dagli anni ’80 e che si fa sempre più pesante,anche a causa dei continui disservizi e sprechi. Questo-conclude il responsabile di Rifondazione Comunista-  si può fare solo tramite strumenti di consultazione e di partecipazione, come per esempio, assemblee periodiche tra la categoria e l’Amministrazione Comunale”.

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