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"Vasto non è l’Africa": Forte ricorda provocatoriamente alla politica

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VASTO. Partecipare all’ assemblea aperta a tutti con la partecipazione di parlamentari e politici vastesi per valutare le azioni da intraprendere per ottenere la salvezza del Tribunale di Vasto e poi a seguire raggiungere il palazzo del governo regionale per ottenere il riconoscimento dei diritti dei vastesi. 
E’ l’obiettivo della campagna avviata dal presidente del Consiglio comunale di Vasto, Peppino Forte. “Vasto non è l’Africa. Vasto è l’Abruzzo”, è questo lo slogan ma anche il concetto espresso dal politico. “La città per la Regione non esiste più. Per Vasto non ci sono mai soldi. Ci tolgono il Tribunale, i fondi stanziati per l’ospedale nuovo sono spariti e così pure la sala emodinamica, da due anni aspettiamo il dragaggio del porto, le aree industriali sono in ginocchio. Regaliamo alla Regione una cartina geografica. Vasto fa parte dell’Abruzzo, ha diritto ad esistere”, chiosa Forte. 
Le scelte sbagliate sella politica stanno impoverendo la città e i suoi abitanti. Un danno d evitare è la soppressione del Tribunale. Sopprimere il palazzo di giustizia significa creare nuovi disagi economici a centinaia di professionisti che operano per la giustizia: tecnici, periti, curatori fallimentari, agenzie investigative, negozi di cancelleria e materiale per gli uffici. 
Attorno al Tribunale ruota un intero quartiere. Il danno sarebbe notevolissimo. La soppressione del presidio verrebbe a costare tantissimo anche allo Stato: aumenterebbero le spese per le trasferte di carabinieri, polizia, agenti della polizia penitenziaria, periti. La nuova geografia giudiziaria disegnata dal ministro Paola Severino andrebbe ad arrecare ad un territorio già duramente colpito dalla recessione e aggredito dalla malavita. “Vasto non è l’Africa”, ripete provocatoriamente Forte.    Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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