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Tribunale di Vasto: politici e operatori in assemblea. Doccia fredda da Roma

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VASTO. Parte dal presidio di via Bachelet la nuova mobilitazione per con scongiurare la soppressione del Tribunale di Vasto. Affollata e animata l’assemblea convocata questa mattina dal presidente del Consiglio dell’ordine forense, Nicola Artese. 
Accanto a lui al tavolo dei relatori sedevano i rappresentanti delle Regione: Emilio Nasuti, Antonio Menna, Antonio Prospero, Nicola Argirò, Giuseppe Tagliente, in platea i sindaci dei Comuni di Vasto, San Salvo, Casalbordino, Cupello, Celenza sul Trigno, Scerni,Torrebruna, Pollutri e diversi rappresentanti della Provincia. Polemico e piccante l’intervento del Consigliere Eliana Menna. 
Assenti giustificati i parlamentari. Ma proprio a loro è stato rivolto l’invito a perorare la causa del territorio. Chiudere i tribunali equivale a ridurre la sicurezza e ad aumentare i costi della giustizia. Il presidente Artese ha lanciato la proposta di costituire un comitato con Lanciano. I rappresentanti della città frentana sono d’accordo.  
Sollecitato l’intervento anche dei sindacati. “E’ necessario costituire un comitato pro referendum, più siamo meglio è”, ha ripetuto Artese. Non sono mancate le polemiche e qualche protesta. L’avvocato Corrado Squadrone ha contestato la  scarsa difesa politica del territorio e dei suoi servizi. “La politica deve pensare di più ai cittadini. Andare a Roma per far valere i nostri diritti. Ormai è tardi. Questo tribunale è soppresso“, ha tuonato. I relatori lo hanno smentito assicurando che sarà fatto il possibile per salvare il palazzo di giustizia di Vasto. 
Intanto da Roma arriva la doccia fredda: la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum abrogativo. Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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