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Consiglio comunale non avvia procedimento per accertare compatibilità Sabatini

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VASTO. “Noi dell’IDV-ha detto questa mattina in conferenza stamapa il consigliere provinciale Eliana Menna- abbiamo vinto la causa contro il Comune di Vasto in materia di accesso agli atti ed il Comune è stato condannato a rimborsarci le spese legali (circa 800,00 euro), sentenza del 3 dicembre 2013 n. 588 Tar Pescara. Avevamo chiesto al Comune la documentazione relativa alle controversie di Sabatini, il Comune ha rigettato la nostra richiesta immotivatamente, pertanto abbiamo dovuto proporre ricorso al Tar Pescara ed abbiamo vinto. La cosa grave, dal punto di vista politico, è che il Comune di Vasto ha negato della documentazione a dei cittadini ed a un consigliere provinciale che volevano verificare la sussistenza di conflitto di interessi di un consigliere comunale e ciò senza motivo.

La questione non è privata ma pubblica, nel senso che se un consigliere è in conflitto di interesse le sue decisioni viziate hanno effetti su tutti i cittadini. In concreto, non sappiamo ancora se il Consigliere Sabatini sia compatibile o meno con la carica di consigliere, questo perché il Consiglio comunale non ha avviato (e non avvia!!!) il procedimento previsto dalla legge per l’accertamento di tale situazione. In altre parole, non sappiamo se Sabatini, titolare e direttore dei lavori di una società edile, possa legittimamente votare, ad esempio, il piano per il centro storico o una modifica al piano regolatore generale. L’unico soggetto che può dichiarare o meno l’incompatibilità di un consigliere è il Consiglio comunale, che però è immobile e non capiamo il motivo.

Riguardo all’altra controversia Sabatini di che parla? Nessuno a fatto causa contro di lui. Noi facciamo politica ed al Tar abbiamo chiesto di dichiarare l’obbligo in capo al Consiglio comunale di avviare il procedimento per la verifica della sussistenza della causa di incompatibilità e ciò affinché i consiglieri comunali si assumessero le loro responsabilità, visto che hanno fatto di tutto per evitare la votazione in Consiglio. L’oggetto del giudizio -conclude Eliana Menna-non era, dunque, il “seggio” comunale, ecco perché l’azione è stata promossa dinanzi al giudice amministrativo e non a quello ordinario. Ma il Tar Pescara ha dichiarato, sbagliando, che anche in questo caso la giurisdizione è del giudice ordinario. Non è la prima volta che il giudice pescarese commette degli errori. Vi ricordate il caso Sigismondi? avevamo detto che il seggio spettava all’IDV, il Tar Pescara ci diede torto ma avevo ragione da vendere, infatti il Consiglio di Stato ribaltò quella posizione giurisprudenziale (avremmo dovuto proporre appello)”.

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