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Piccoli e poveri comuni dell'alto vastese ancora “abbandonati”

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CELENZA SUL TRIGNO.  I piccoli comuni dell’alto vastese, tornano ad alzare la voce contro le istituzioni, la provincia e la regione, visti  come “Golia” e rei di togliere loro in termine di tasse più di quanto gli stessi trasferiscano nelle loro casse.

In buona sostanza, non sono più queste istituzioni  ad aiutare i piccoli comuni ma questi ultimi, che attraverso tasse e balzelli, trasferiscono risorse, a regione, provincia e istituzioni, ricevendone in cambio nulla.  

“Un  grido di aiuto  -dichira il sindaco Andrea Venosini- arriva da alcuni cittadini che vivono nei piccoli paesini che invitano regione, provincia,  partiti politici e sindacati ad intervenire sulle condizioni in cui versano la viabilità interna dell’alto vastese, i sevizi sanitari,  le guardie mediche, il pediatra,  i medici di famiglia, etc.

 “ L’elenco  è lungo. Partiamo dalla frana che interessa il tratto di strada provinciale che collega Torrebruna e Castiglione Messe Marino, un  tratto di strada indispensabile alla vita dei piccoli comuni. A distanza di tempo non si è ancora intervenuti con efficacia ed efficienza.  Cosa dire poi dei servizi sanitari;  il pediatra è presente nei piccoli comuni dell’alto vastese solo poche ore a settimana e  in alcuni piccoli comuni il medico di famiglia è presente pochi giorni a settimana. Manca la postazione di 118, quella più vicina è posizionata a Gissi e chi conosce il territorio sa quali sono le difficoltà nel raggiungere da Gissi comuni come Celenza.

E arriviamo al decreto del commissario alla sanità, il Governatore Chiodi che vuole tagliare  le guardie mediche. Come si può capire i  piccoli comuni delle aree interne del vastese  sono   “svantaggiati”, “disagiati” e “abbandonati”  sia dalla Provincia  che della  Regione  e le conseguenze di ciò sono lo spopolamento, con il conseguente innalzamento dell’età media degli abitanti, la mancanza di servizi e imprese, e dalla regione e dalla provincia riceviamo risorse economiche inferiori a quanto le stesse prelevano dalle nostre casse comunali  e dalle tasche dei cittadini.  Delle nostre difficoltà – proseguono – non si interessa nessuno, ci si accorge di noi solo durante le tornate elettorali.

Vedrete che tra qualche settimana, riceveremo inviti per incontri dove si spenderanno fiumi di parole con promesse,   rassicurazioni e impegni. Questa volta, la vediamo dura per i politici e per i partiti. La crisi della politica, la crisi economica e sociale, sommate alla disperazione dei cittadini che vivono nei piccoli comuni e che pagano le tasse come i cittadini che vivono sulla costa e nelle città capoluogo ma senza ricevere in cambio  gli stessi servizi previsti dalla Costituzione non perdoneranno e ci  auguriamo che in questa campagna elettorale gli elettori  facciano sentire la loro  voce, solo uniti potremmo avere un peso importante in questa tornata elettorale. 

 Ai politici  che si recheranno nelle nostre aree interne diremo “basta con le promesse” e chiederemo loro di sottoscrivere  un patto per la tutela e la difesa dei piccoli comuni delle aree interne del vastese e di tutta la regione,  di impegnarsi a  reperire  le risorse necessarie a sostenere la polizia locale, le opere nel campo della viabilità e dei trasporti, la manutenzione delle strade, la segnaletica e l’illuminazione pubblica, le funzioni relative all’urbanistica, la gestione ambientale e la manutenzione del verde pubblico, i servizi di assistenza sociale e domiciliare, quelli per l’infanzia.

Ma soprattutto -conclude Venosini-devono ridurre le tasse sul metano ai residenti ,   le tasse ai commercianti.  Chiederemo alla politica tutta di intervenire ad aiutare e mantenere i  servizi previsti dalla nostra carta Costituzionale nei piccoli comuni, solo cosi si potrà creare un livello standard di qualità omogeneo su tutto il territorio Abruzzese e ridurre il divario oggi esistente tra il  territorio del Vastese SUD d’Abruzzo e il territorio del Teramano, il  NORD d’Abruzzo”.

redazione@vastoweb.com

 

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