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Rimborsopoli: viaggi, massaggi e alberghi per mogli e amanti

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PESCARA. L’inchiesta “Rimborsopoli” che ha portato ad avvisi di garanzia per 25 rappresentanti del consiglio regionali abruzzese svela maggiori dettagli sull’attività svolta dagli amministratori abruzzesi.

I dettagli delle contestazioni sono stati pubblicati dal giornalista de “Il fatto quotidiano” Antonio Massari. I giudici contestano all’assessore della Regione Abruzzo Alfredo Castiglione le spese relative ad una generica  “visita istituzionale” avvenuta sabato 11 settembre (non viene specificato l’anno), quando l’Assessore avrebbe pernottato per una notte al Victoria Terme di Tivoli insieme ad un’altra persona, la compagna, che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata occultata nelle richiesta di rimborso presentata agli uffici contabili della Regione. Costo totale: 515 euro.

Secondo Il Fatto, gli inquirenti sarebbero stati insospettiti che Castiglione, per recarsi in quella visita, avrebbe usato la sua macchina personale e che la missione fosse stata espletata nel corso di un week-end. Quindi avrebbero mandato i carabinieri a investigare proprio tra il personale dell’hotel Victoria Terme.

I due non si sono limitati a dormire. Hanno usato anche l’annesso centro benessere. E pure l’attrezzato centro estetico. Il tutto  gentilmente offerto dai contribuenti.

Il Fatto pubblica anche i dubbi degli inquirenti su una missione del Presidente Gianni Chiodi. Un pernottamento del 13 marzo 2010, nella stanza 114 dell’Hotel del Sole di Roma, quando il presidente della Regione, secondo la ricostruzione degli inquirenti basata solo su ricevute e fatture, avrebbe dormito in camera con una signora, più specificatamente una dipendente della Regione Abruzzo.

Sempre “Il Fatto Quotidiano”, rivela che gli inquirenti, nel passare al setaccio quattro anni di ricevute e rimborsi della Regione Abruzzo, abbiano riscontrato le presenze anomale di altre quattro donne nelle stanze di albergo di Assessori e consiglieri regionali. “Tre donne di Pescara: una giornalista, una grafica, un’avvocatessa. Una di Roma: professione commerciante.”

II punto-com’è ovvio-non irguarda la libertà, per il governatore Chiodi, di condividere la sua stanza d’albergo con chicchessia. Il punto è che – secondo l’accusa – questa libertà va pagata con soldi propri e non con denaro pubblico. E invece – stando alla ricostruzione dei carabinieri – Chiodi, dopo aver speso in contanti 340 euro, chiede un rimborso per 357, incassando indebitamente i 170 euro pagati per l’ospite. E non si tratta dell’unica donna che, a spese dei cittadini, gli assessori regionali abruzzesi hanno ospitato – con pranzi e cene annesse – nelle loro camere d’albergo.

È raro, molto raro, trovare hotel a 4 stelle: gli atti d’indagine, condotta dai pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli, mostrano una sfrenata predilezione per 5 stelle extra lusso.
Nazario Pagano (Forza Italia), presidente del Consiglio regionale e assessore deve giusti¬ficare spese per 8.500 euro. La sua predilezione per i 5 stelle extra lusso emerge sin dall’anno dell’insediamento quando, tra il 24 novembre e il 4 dicembre, sempre per motivi istituzionali, viaggia tra Caracas e Miami, in Florida, senza mai trovare una soluzione più economica. Eppure, a volte, era davvero a portata di mano. Come nell’ottobre 2009, quando si reca istituzionalmente a Sanremo, e passa tre notti all’hotel Royal – 5 stelle categoria lusso – alla modica cifra di 900 euro (300 euro per notte).

Per giustificare la spesa, Pagano “autocertifica” che, in quella situazione, non aveva trovato soluzioni più economiche. Eppure ai carabinieri è bastato un minuto, il tempo di attraversare la strada, per verificare che – proprio di fronte al¬l’hotel Royal – c’era un dignitosissimo albergo. Scartabellando tra le presenze, poi, han¬no scoperto che, in quelle tre notti, l’hotel di fronte, aveva l’80 per cento delle camere libere. Dai registri del Royal, gli investigatori, verificano che l’assessore non ha ospitato nessuno anche se ha sempre cenato – con spesa rimborsato – in coppia con qualcuno. E sembra quasi un’eccezione. In ben altri quattro casi, infatti, Pagano ha pernottato – pagando con soldi pubblici – con un’ospite donna. In nessuno di questi 4 casi s’è trattato della moglie, che avrebbe dovuto comunque pagare di tasca sua, ma, al contrario, s’è trattato di quattro donne diver-se tra i 35 e i 45 anni.

L’assessore alle politiche attive del lavoro, Paolo Gatti (Fi) -si legge ancora su “Il Fatto”-ospita invece una sola donna – anche in questo caso non si tratta della moglie – ma per due notti consecutive: Albergo del Senato, costo 235 euro, pagati con carta di credito istituzionale e presunto rimborso indebito – per il soggiorno della signora 249 euro”.

 

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