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Il giudice del lavoro ordina la reintegra di un operaio

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GISSI. Il licenziamento va revocato perché non motivato. Il lavoratore deve essere reintegrato e risarcito. A sette mesi  dal licenziamento il giudice del lavoro del Tribunale di Vasto, Caterina Salusti ha accolto il ricorso presentato da S.R., 50 anni di Vasto licenziato il 19 giugno 2013 dalla Arkema di Gissi insieme ad altri 5 colleghi iscritti ai Cobas. Il magistrato ha dichiarato illegittimo il provvedimento. 
Grande la soddisfazione del legale che ha assistito l’operaio, l’avvocato Carmine Di Risio. “Nell’ordinanza dopo aver ricostruito l’intera vicenda viene evidenziato il profilo discriminatorio”, sottolinea l’avvocato Di Risio. S.R. ha cominciato a lavorare alla Arkema, una multinazionale statunitense che produce resine, 18 anni fa. 
A giugno 2013 la società  ha iniziato a parlare di crisi palesando la necessità di ridurre il personale a causa del calo delle vendite. Sei gli operai finiti nella lista degli esuberi, tutti iscritti ai Cobas. Fra loro anche S.R.. Il lavoratore ha chiesto aiuto all’avvocato Di Risio. “Nel mese di ottobre ho presentato il ricorso con il rito Fornero che accorcia sensibilmente i tempi della giustizia”, spiega il legale. Due le violazioni rimarcate dall’avvocato. “La scelta arbitraria delle persone da licenziare e la non applicazione dei criteri indicati dalla legge 223/91 per  individuare i lavoratori da mettere i mobilità: anzianità di servizio, carichi di famiglia, esigenze produttive”, sottolinea Di Risio. 
“Oltretutto il giudice ha rimarcato il fatto singolare che ad essere licenziati siano stati tutti i lavoratori appartenenti alla stessa sigla sindacale e l’azienda non sia stata in grado di fornire giustificazioni”, spiega l’avvocato Di Risio. S.R. non solo dovrà essere riassunto, ma dovrà essere risarcito.
Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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