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Il "Neknomination" spopola tra divertimento, eccessi, paure

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VASTO. Sta spopolando da alcune settimane su Facebook il “gioco” di origine australiana “neknomination”. Ci si siede in un locale, a casa, nascosti o dove uno voglia, si riempie il bicchiere di un qualsiasi alcolico a scelta e non per forza solo birra, come nato all’inizio; lo si beve poi in pochi attimi tutto d’un sorso. Sicuramente alla fine del bicchiere si è frastornati un minimo. Lo fanno ragazze, ragazzi ma anche adulti. Il gesto viene filmato e alla fine della bevuta “alla calata” si rimette il bicchiere o bottiglia vuota sulla scrivania o dove capita e si fanno le proprie nomination. Le persone che vengono indicate dovranno rifare la stessa cosa con un alcolico a scelta nel giro di 24 ore altrimenti dovranno pagare pegno pagando una bevuta a chi ha nominato. 
E’ il folle “gioco” che sta spopolando sul social network. Il nome australiano a cui si ispira faceva riferimento al collo della bottiglia di birra o superalcolici. Una sorta di sfida alcolica e multiediale che sta prendendo sempre più piede. Se ogni tanto ci sono le cosiddette “catene di Sant’Antonio” ora c’è il “neknomination” on line. Hai un giorno di tempo per fare la tua bevuta e tirare in ballo altre tre persone e così man mano si espande sempre più questa moda. C’è chi ne esce tranquillo, riuscendo a reggere abastanza l’alcol e chi dà già in video prii segni di cedimento soprattutto dopo diverse nomination. E qui entrao in gioco anche le polemiche e non solo le risate e il divertimento di chi partecipa e di chi lo trova un modo per potersi divertire tra amici e fare quacosa di simpatico e diverso facendo quella bevuta che magari comunque avrebbero fatto.
Neknomination ha anche una pagina facebook appositamente creata e nel giro di un anno ha raccolto già più di 17000 fans. E non mancano esempi anche clamorosi come gente nuda che si riprende in mezzo alla strada o qualcuno che in Australia, patri d’origine del gioco, è entrato con un cavallo in un market per poi farsi fuori la bottiglia. Modelli si esagerazione a cui spesso però i social stanno portando ultimamente. Si contano già diversi “pentiti”.
Già, perché per alcuni le conseguenze di questo gioco sono state fatali. Le autorità britanniche ad esempio stimano che ci sono già stati cinque morti nel Regno Unito strettamente legati alle “Neknomination”. Addirittura c’è chi, come dei ragazzi nel West Yorkshire, hanno sfidato un bimbo di dieci anni a bere un cocktail a base di vodka. Le autorità locali, rappresentate dalla loro associazione governativa, in cui ve ne sono raccolte circa 400, hanno recentemente chiesto a Facebook e Twitter di mettere in guardia le persone con degli avvisi a proposito di questo gioco.
Fatto sta che anche in Italia e anche a Vasto il gioco si è diffuso a macchia d’olio. Atleti di ogni tipo di sport e anche ragazzi delle scuole medie, superiori, universitari, mamme e papà in alcuni casi partecipano. Non c’è distinzione di sesso, “all in”. Scrivere o mettere in guardia potrebbe non servire perchè la diffusione ormai è avvenuta. 
Bisognerebbe aspettare che ci si stanchi o rimuovere completamente ogni tipo di video del genere bloccandoli e bloccando così il neknomination come sottolinea un esperto in un articolo nel sito www.huffingtonpost.it . Evitare così che si scateni dentro le persone la voglia di “vincere” sul proprio compagno e che porta a cercare anche l’eccesso, il mettersi in mostra in modo sbagliato. Diverse le critiche lette sui social network e raccolte andando in giro per la città.
Altri 2 ragazzi di 19 e 22 anni sono morti il primo cadendo in un fiume in Irlanda dopo aver accettato la sfida con gli amici e il secondo in coma etilico a casa sua ed è deceduto dopo poche ore. 
“Non si scherza troppo con l’alcol. Ok una bevuta ma c’è chi la regge di più e chi meno e comunque bere tutto in una volta provoca qualcosa anche a chi è abituato a farsi una birra o un bicchiere di qualche superalcolico con amici. Spesso poi ci si mette in macchina p si esce e i danni possono essere evidenti. C’è poi chi vuole sfidare sè stesso pur sapendo di non reggere e si rischia come nel caso di quel ragazzo il coma etilico. Bisognerebbe darsi una regolata e cercare di rimanere nel gioco senza esagerare. Ma come in tutte le cose ognuno ragiona a modo suo e non si può poi fermarli. Magri giochi diversi sarebbero più indicati”, racconta Stefania, commessa in un centro commerciale. 
“La nuova moda di bere “alla calata” e pubblicizzarlo attraverso un video con delle nomination su un social network la trovo deprimente. A quel punto non ci si deve stupire che poi ritirano le patenti o succedono incidenti, perchè quei video vengono fatti non solo a casa ma anche durante serate e questo implica che di certo alla fine non sei lucido come dovresti. Non è una paternale semplicemente penso che non sia un esempio bellissimo e che ci serve ben altro per crescere” afferma Stefano, operario.
“Non la capisco proprio. Una volta ci si ritrovava tra amici e ogni tanto poteva capitare di versi qualcosa e anche di andare oltre i limiti bevendo tutto d’un fiato qualcosa. Era un modo anche per prendersi in giro e più maschile. Già vedere tante donne che lo fanno a me mette tristezza. Una donna che si ubriaca non è una bella cosa da vedere o anche brilla o sguaiata. NOn è così che si dimostra la parità dei sessi” commenta il “gioco” Roberto, impiegato di banca.
“Sinceramente trovo che ci siano tanti altri modi di divertirsi che mettere dei video sui social network in cui ci si spara alla calata qualcosa di alcolico e poi vantarsene pure di non stare al top” conclude Carlo, trentenne commercialista.
Tiziana Smargiassi (tizianasmargiassi@vastoweb.com)

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