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"Io Riattivo il Lavoro" scrive a Renzi, Orlando e Bindi

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VASTO. Il comitato “Io Riattivo il Lavoro” composto da: Acli, Arci, Avviso, Centro Studi Pio La Torre
Cgil, Legacoop, Libera, Sos Impresa ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al Ministro della Giustizia Andrea Orlando ed al presidente della commissione parlamentare antimafia Rosi Bindi per esporre l’obiettivo della legge d’iniziativa popolare – proposta dal comitato Io Riattivo il Lavoro.

Lo scorso 3 Giugno -si legge nella lettera-abbiamo consegnato presso l’ufficio Testi Normativi della Camera dei Deputati circa 120.000 firme a sostegno della legge d’iniziativa dal titolo: “Misure per favorire l’emersione alla legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata”.

L’obiettivo della legge d’iniziativa popolare – proposta dalla CGIL e dal comitato Io Riattivo il Lavoro, i beni confiscati sono un bene di tutti – è di sostenere il processo di snellimento delle procedure di gestione e destinazione delle aziende confiscate alla criminalità, tutelare il tessuto d’impresa legale e la condizione dei lavoratori e delle lavoratrici che rischiano di pagare con il licenziamento l’attività delittuosa del proprio datore di lavoro.

La proposta di legge d’iniziativa popolare (Atto Camera dei Deputati n.1138/2013) a novembre scorso è stata incardinata in commissione Giustizia (II), ed è nostro auspicio che la discussione cominci quanto prima. Ognuno di noi ha accolto positivamente le dichiarazioni programmatiche rilasciate da diversi esponenti del governo appena insediato, a partire da quelle rilasciate a diversi organi di stampa. L’urgenza di individuare nuovi ed efficaci strumenti per contrastare la criminalità organizzata, partendo dalla necessità di rendere sempre più snelle e funzionali le misure di prevenzione antimafia, è da sempre per noi una priorità assoluta. Pertanto siamo convinti che la mole di proposte elaborate in questi anni, e contenute nel disegno di legge, possano costituire un riferimento operativo capace di dare risposte immediate, per di più con il supporto di un processo di partecipazione che ha visto decine di migliaia di cittadini e cittadine sottoscrivere la proposta di legge. 

Siamo convinti che oltre all’encomiabile lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, sia necessario rafforzare un contrasto culturale, economico e sociale alle mafie ed è per questo che abbiamo deciso di elaborare proposte semplici e concrete, molte delle quali attuabili a costo zero, nel solco della legge Rognoni – La Torre e della legge n.109/96 sul riuso sociale dei beni confiscati. Com’è noto, molte delle proposte contenute nel nostro disegno di legge sono inserite anche nel testo elaborato dalla commissione Garofoli, un lavoro molto prezioso che siamo convinti debba essere valorizzato quanto prima, per assicurare una pronta e adeguata risposta di carattere legislativo al processo di radicamento strutturale delle organizzazioni mafiose in settori strategici per la nostra economia”.

redazione@vastoweb.com

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