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Istituto agrario la replica del comitato spontaneo cittadino al sindaco Pomponio

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CASALBORDINO. Il Comitato Spontaneo dei Cittadini di Casalbordino intende controbattere ad alcune affermazioni del primo cittadino di Scerni in merito all’accorpamento istituto Agrario-I.C. Zimarino.

“Il sindaco di Scerni – dott. Giuseppe Pomponio sostiene scrivono in una nota i rappresentanti del Comitato Spontaneo dei Cittadini di Casalbordino- intende controbattere ad alcune affermazioni contenute nell’articolo “Accorpamento istituto Agrario-I.C. Zimarino una scelta per il territorio” apparso sul sito di VastoWeb in data 12 marzo 2014 e firmato dalla Redazione.
Nel testo, che intende legittimare l’unificazione degli Istituti “Ridolfi” e “Zimarino”, il sindaco di Scerni – dott. Giuseppe Pomponio – sostiene che il nuovo assetto organizzativo sarà «tale da non penalizzare alcuno e soprattutto da non creare difficoltà agli utenti delle scuole interessate». Spostare la sede della Dirigenza e degli uffici amministrativi nei locali dell’Istituto Agrario, sito in aperta campagna e mal collegato, genererà invece un grandissimo disagio all’utenza, alle mamme e ai papà che dovranno necessariamente recarsi negli uffici scolastici in cui, spesso, è richiesta la loro presenza. Non tutto si riesce a fare telematicamente e il Sindaco sa, certamente, che la maggioranza dei genitori non è ancora esperta nell’utilizzo delle nuove tecnologie e non verranno agevolati i genitori che dovranno recarsi, in campagna, a vari chilometri dal paese di Scerni, per aver un aiuto per le iscrizioni o per qualsiasi altra informazione!

Il primo cittadino, giustamente, fa riferimento alla storia dell’Istituto Agrario e alle sue «peculiarità», ma tace le vicende che l’hanno interessato negli ultimi anni, durante i quali il numero degli iscritti è sensibilmente diminuito fino a raggiungere gli attuali 200. Quanta responsabilità ha la politica in questo? Perché un alunno dovrebbe iscriversi ad una scuola che lo proietterà in un settore produttivo – l’agricoltura – ignorato dalla politica locale e nazionale?
Finora la politica si è disinteressata al destino di molti ex alunni del glorioso Istituto, costretti ad abbandonare le terre delle loro famiglie e a lasciare il loro territorio in cerca di lavoro e fortuna tra le vigne del Sud Africa, dell’Australia e della California. Suona controverso che «la maggior risorsa economica della zona», l’agricoltura, sia evocata all’occorrenza secondo le necessità della propaganda, per poi essere umiliata nella concretezza del quotidiano.

Se l’agricoltura non riesce ad occupare i nostri concittadini, l’unificazione degli Istituti farà perdere ulteriori posti, nonostante le rassicurazioni dell’ex dirigente scolastico prof. Nino Menna, secondo il quale «la preoccupazione per la perdita dei posti di lavoro e le difficoltà per il personale in organico sono infondate». Ad onor del vero è necessario segnalare che, nel caso di accorpamenti simili al nostro, il primo anno ogni scuola conserverà il proprio organico, successivamente, però, sarà unificato e ridefinito attraverso graduatorie interne utili ad individuare i perdenti posto. Alla fine i tagli ci saranno e interesseranno il personale ausiliario, tecnico e amministrativo.
E’ palesemente acclarato che in tutti i dimensionamenti scolastici di questi ultimi anni, la Dirigenza è sempre stata mantenuta dalla Scuola con la maggiore popolazione scolastica: PERCHE’ in questo caso non è successo? E non si dica per la particolarità e la complessità dell’Istituto Agrario, visto che è da diversi anni che lo stesso funziona tranquillamente con un Dirigente reggente, titolare in un’altra scuola. PERCHE’ il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, nel decreto di spostamento della Dirigenza e degli Uffici amministrativi, ha tenuto in considerazione SOLO la delibera degli OO.CC. dell’Istituto Agrario, IGNORANDO totalmente il parere di quelli dell’istituto Comprensivo: non hanno la stessa importanza o validità ?

Dall’altra parte, l’istituto Comprensivo “Zimarino”, dislocato su ben 13 plessi e 4 Comuni diversi, nella sua complessità organizzativa, già è ampiamente radicato e consolidato nel suo territorio e può tranquillamente gestire anche l’Istituto Agrario.
In conclusione il sindaco invita ad abbandonare una visione limitata al proprio orticello. Condividiamo questa prospettiva, ma non si può fare a meno di constatare che il primo cittadino scernese il suo lo sta coltivando con grande cura e minuzia, in barba ai numeri e al bene comune. Egli promuove l’unificazione degli Istituti forse in un’ottica politico-elettorale, visto che le argomentazioni fin qui addotte sembrano davvero poco convincenti, oltre ad essere a scapito del nostro territorio e non si sa quanto a vantaggio del suo.

Come Comitato Spontaneo dei Cittadini di Casalbordino ci auguriamo che i rappresentanti dei Comuni interessati e il Direttore Scolastico Regionale sappiano trovare una soluzione cha vada soprattutto a vantaggio degli alunni, delle famiglie, del personale scolastico e di tutti gli altri interlocutori, lasciando alle spalle campanilismi, rancori e contrasti che non sono di buon auspicio per l’inizio di questa nuova realtà che coinvolgerà Casalbordino e i territori limitrofi.
Il Comitato Spontaneo dei Cittadini di Casalbordino che il nuovo assetto organizzativo sarà «tale da non penalizzare alcuno e soprattutto da non creare difficoltà agli utenti delle scuole interessate». Spostare la sede della Dirigenza e degli uffici amministrativi nei locali dell’Istituto Agrario, sito in aperta campagna e mal collegato, genererà invece un grandissimo disagio all’utenza, alle mamme e ai papà che dovranno necessariamente recarsi negli uffici scolastici in cui, spesso, è richiesta la loro presenza. Non tutto si riesce a fare telematicamente e il Sindaco sa, certamente, che la maggioranza dei genitori non è ancora esperta nell’utilizzo delle nuove tecnologie e non verranno agevolati i genitori che dovranno recarsi, in campagna, a vari chilometri dal paese di Scerni, per aver un aiuto per le iscrizioni o per qualsiasi altra informazione!!!!

Il primo cittadino, giustamente, fa riferimento alla storia dell’Istituto Agrario e alle sue «peculiarità», ma tace le vicende che l’hanno interessato negli ultimi anni, durante i quali il numero degli iscritti è sensibilmente diminuito fino a raggiungere gli attuali 200. Quanta responsabilità ha la politica in questo? Perché un alunno dovrebbe iscriversi ad una scuola che lo proietterà in un settore produttivo – l’agricoltura – ignorato dalla politica locale e nazionale?
Finora la politica si è disinteressata al destino di molti ex alunni del glorioso Istituto, costretti ad abbandonare le terre delle loro famiglie e a lasciare il loro territorio in cerca di lavoro e fortuna tra le vigne del Sud Africa, dell’Australia e della California. Suona controverso che «la maggior risorsa economica della zona», l’agricoltura, sia evocata all’occorrenza secondo le necessità della propaganda, per poi essere umiliata nella concretezza del quotidiano.

Se l’agricoltura non riesce ad occupare i nostri concittadini, l’unificazione degli Istituti farà perdere ulteriori posti, nonostante le rassicurazioni dell’ex dirigente scolastico prof. Nino Menna, secondo il quale «la preoccupazione per la perdita dei posti di lavoro e le difficoltà per il personale in organico sono infondate». Ad onor del vero è necessario segnalare che, nel caso di accorpamenti simili al nostro, il primo anno ogni scuola conserverà il proprio organico, successivamente, però, sarà unificato e ridefinito attraverso graduatorie interne utili ad individuare i perdenti posto. Alla fine i tagli ci saranno e interesseranno il personale ausiliario, tecnico e amministrativo.
E’ palesemente acclarato che in tutti i dimensionamenti scolastici di questi ultimi anni, la Dirigenza è sempre stata mantenuta dalla Scuola con la maggiore popolazione scolastica: PERCHE’ in questo caso non è successo? E non si dica per la particolarità e la complessità dell’Istituto Agrario, visto che è da diversi anni che lo stesso funziona tranquillamente con un Dirigente reggente, titolare in un’altra scuola. PERCHE’ il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, nel decreto di spostamento della Dirigenza e degli Uffici amministrativi, ha tenuto in considerazione SOLO la delibera degli OO.CC. dell’Istituto Agrario, IGNORANDO totalmente il parere di quelli dell’istituto Comprensivo: non hanno la stessa importanza o validità ?

Dall’altra parte, l’istituto Comprensivo “Zimarino”, dislocato su ben 13 plessi e 4 Comuni diversi, nella sua complessità organizzativa, già è ampiamente radicato e consolidato nel suo territorio e può tranquillamente gestire anche l’Istituto Agrario.
In conclusione il sindaco invita ad abbandonare una visione limitata al proprio orticello. Condividiamo questa prospettiva, ma non si può fare a meno di constatare che il primo cittadino scernese il suo lo sta coltivando con grande cura e minuzia, in barba ai numeri e al bene comune. Egli promuove l’unificazione degli Istituti forse in un’ottica politico-elettorale, visto che le argomentazioni fin qui addotte sembrano davvero poco convincenti, oltre ad essere a scapito del nostro territorio e non si sa quanto a vantaggio del suo.

Come Comitato Spontaneo dei Cittadini di Casalbordino-concludono- ci auguriamo che i rappresentanti dei Comuni interessati e il Direttore Scolastico Regionale sappiano trovare una soluzione cha vada soprattutto a vantaggio degli alunni, delle famiglie, del personale scolastico e di tutti gli altri interlocutori, lasciando alle spalle campanilismi, rancori e contrasti che non sono di buon auspicio per l’inizio di questa nuova realtà che coinvolgerà Casalbordino e i territori limitrofi”.

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