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Acquista un IPhone 5S su internet ma cade nella truffa tesa da due rumeni: denunciati

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VASTO – Un IPHONE 5S, l’ultimo ritrovato tecnologico della APLLE, venduto su internet a 580 euro, un vero affare che avrebbe attirato l’attenzione di chiunque. Peccato che si è trattato di una truffa perché, una volta effettuato il pagamento, il cellulare di ultima generazione è svanito nel nulla e con lui anche le aspettative dell’acquirente. 
E’ l’ennesima truffa online che, questa volta, ha visto come protagonisti due cittadini rumeni di 26 e 27 anni che, una volta identificati dai Carabinieri della Stazione di Vasto, sono stati denunciati con l’accusa di truffa. A cadere nella trappola dei due stranieri, entrambi noti alle forze dell’ordine per fatti analoghi e con numerose denunce alle spalle per truffe messe in atto con la stessa tecnica, è stato un 53enne del posto che, dopo aver pagato i 580 euro richiesti dal venditore, è stato costretto a sporgere denuncia presso la caserma dell’Arma con la speranza di rientrare in possesso del suo denaro. 
L’uomo ha spiegato ai militari che navigando in internet era stato colpito da un annuncio pubblicitario su un sito denominato “SE TELEFONANDO.NET”, dove veniva venduto un Iphone 5S, l’ultimo arrivato nella famiglia della Apple, ad un prezzo inferiore rispetto al suo reale costo. Dopo essersi messo in contatto con il venditore mediante il rituale scambio di mail, aveva ricevuto le coordinate di un conto corrente postale con le quali effettuare il bonifico. Ma come avviene in questi casi, purtroppo, dopo il pagamento il venditore era svanito nel nulla e dell’Iphone 5S “non si era vista neanche l’ombra”. Analizzando i dati di pagamento effettuati per acquistare il cellulare, i Carabinieri della Stazione di Vasto sono riusciti a risalire al titolare del conto corrente, risultato il rumeno di 27 anni, e all’amministratore unico della società “Se telefonando .net”. Ai militari non è affatto apparso strano scoprire, poi, che i due uomini non erano nuovi a questo tipo di situazioni e che, nei loro confronti, altri Comandi Arma e Forze di Polizia avevano già sporto denuncia, in passato, per fatti analoghi. Per loro è scattata, anche in questo caso, l’ennesima denuncia in stato di libertà con l’accusa di truffa.
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