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L'ex assessore regionale De Fanis “Vorrei candidarmi ma non posso“

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MONTAZZOLI. Mi candiderei a testa alta” è quanto ha dichiarato oggi pomeriggio  a “L’Arena” il programma televisivo di Rai 1 condotto da Massimo Giletti, l’ex assessore regionale Luigi De Fanis intervenuto in collegamento da Montazzoli.

E torto non ha. Visto che in Abruzzo due indagati stanno per candidarsi alla carica di presidente della regione. Nello stesso programma De Fanis ha tentato di fare chiarezza circa l’assunzione della figlia a Poste Italiane, circa alcuni suoi colloqui registrati per organizzazioni di eventi, circa gli scherzi impressi su post it per giochi con la sua attachè Lucia Zingariello, che trovava il tempo per fare, nonostante il gravoso impegno che richiede la carica di assessore regionale.  Oggi  gli abruzzesi attraverso il servizio pubblico nazionale che, pruriginosamente, ha continuato a scavare su una vicenda, francamente, di basso profilo hanno fatto una richiesta a gran voce: “Anche se siamo una regione piccola, costretta tra mare e montagne, isolata e retrograda come scriveva Silone, capace di sentimenti intensi ,  profondi ed antichi come scriveva D’Annunzio, poco rilevante sul peso nazionale, come rileverebbero i sondaggisti di oggi, meritiamo di riscattarci con candidature pulite, intonse, forse non accreditate dal punto di vista della captazione di voti ma “forti” e neanche tanto “gentili” nello spazzare via tutte quelle nebbie che rischiano di far diventare la nostra regione oltre che inutile ridicola. Senatore Razzi in testa.

 La colonizzazione della malapolitica delle liste di indagati dell’inconsapevole ignoranza, non è patrimonio degli abruzzesi che non meritano una sovraesposizione mediatica per questioni che sarebbe facile risolvere con un atto di coraggio (candidature inedite e inaspettate) che avrebbero come peggiore conseguenza, da parte di ciascuno schieramento, di perdere le elezioni, ma non di perdere la faccia.

Paola D’Adamo paoladadamo@vastoweb

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