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I Cobas contro l'anticipazione del rinnovo delle RSU

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VASTO. Oggi davanti ai cancelli Pilkington dalle 8 alle 9 e dalle 13 alle 14.30 i Cobas faranno volantinaggio contro l’anticipazione del rinnovo delle RSU (scadenza naturale fine maggio), su richiesta dell’azienda ai Sindacati concertativi, con le modalità sul Testo Unico sulla Rappresentanza. La contrarietà deriva dal fatto che il 10 Gennaio 2014, Confindustria, Confservici e Angeletti, Bonanni e Camusso, senza consultazione e approvazione degli iscritti, siglavano l’accordo incostituzionale a detta dei Cobas. Il testo integrale del volantino: 
“Se la Democrazia la chiamano Anarchia, allora la loro “Democrazia”, altro non è che FASCISMO o, diversamente chiamandolo, Totalitarismo. Forse è meglio se lor signori vadano a sfogliare il vocabolario, infatti il fascismo, o regime totalitario, ammette alla guida del Paese un solo partito, una sola ideologia, in questo caso il Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014, portato a conoscenza da cgil-cisl-uil ai lavoratori, nelle assemblee del 19 e 20 marzo 2014 nello stabilimento PILKINGTON ITALIA S.p.A. di San Salvo. E se Giorgio Gaber cantava: “due miserie in un corpo solo”, loro dicono “democrazia perché 3 sindacati in una sola ideologia!” Così la democrazia, con cui i sindacati di regime dovrebbero esercitare la sovranità non sui lavoratori ma dei lavoratori, svanisce in un accordo che democratico non è. I lavoratori chiedono il rispetto del CCNL e loro la chiamano Anarchia; i lavoratori chiedono aumento di stipendio e dignità e loro la chiamano Anarchia; i lavoratori chiedono la “partecipazione democratica e costituzionale” dei Sindacati di Base e loro la chiamano Anarchia. E, senza neppure consultare i propri iscritti, tagliano fuori Sindacati di Base e lavoratori tutti con un ridicolo accordo, annientando totalmente la sovranità di chi potrebbe ostacolare le loro porcate (infatti, secondo l’infame Testo Unico sulla Rappresentanza, il delegato Rsu, che si accorge delle malefatte dei dirigenti di cgil-cisl-uil ed esce da questi sindacati collaborazionisti, è costretto a dimettersi da delegato, non rispondendo più ai lavoratori che lo hanno eletto, ma sottostando all’autoritarismo degli onnipotenti sindacati di regime). Loro aiutano l’azienda a portare alla fame i lavoratori, firmano accordi sotto banco,  senza democrazia, loro usano l’arma del ricatto, dello schiavismo e del clientelismo. Per questo rinnovo delle RSU, azienda e cgil-cisl-uil hanno fatto una bella pensata:  democraticamente fuori i COBAS, democraticamente fuori i lavoratori!
Ma attenzione, non tutte le ciambelle riescono con il buco!”.
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