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Consiglio di Stato conferma la legittimità della costruzione di via S. Lucia

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VASTO.La EFFECI COSTRUZIONI S.r.l., ha ottenuto dal Consiglio di Stato ulteriore conferma della legittimità della sua costruzione, già sancita dal T.A.R. d’Abruzzo. La Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio dell’Abruzzo, non soddisfatta della decisione resa dal T.A.R. d’Abruzzo ha impugnato avanti al Consiglio di Stato – Sez. VI ed ha sostenuto la erroneità della sentenza resa dal T.A.R. d’Abruzzo resa il 06/08/2013, alla cui impugnazione ha aderito il Comune di Vasto, incaricando un professore universitario e depositando note scritte a cura dell’Ufficio Urbanistico Comunale. Il Consiglio di Stato, all’udienza del 25 marzo scorso  ha respinto l’appello sul ricorso n, 8904/2013 e per l’effetto rigettato l’istanza cautelare.-L’EFFECI COSTRUZIONI S.r.l. – attraverso i suoi avvocati Salvatore DE SIMONE e Giuseppe GILENO ha commentato favorevolmente la decisione del Consiglio di Stato.

L”ordinanza di demolizione, la numero 70 del 22 marzo 2013, ingiungeva la sospensione immediata dei lavori con cui erano state eseguite “opere edilizie non autorizzate” perché “realizzate abusivamente poichè sprovviste di titolo autorizzativo”.
Il documento, pubblicato all’albo pretorio del Comune, richiamava una precedente “ordinanza di sospensione lavori”, la numero 311 del 2012, emessa dal municipio, contro cui l’impresa aveva presentato ricorso al Tar.
Dopo l’ordine di sospensione, la Procura della Repubblica aveva rilevato la prosecuzione di alcuni lavori interni.
“Considerato che non era stato rilasciato il permesso in variante, stante il parere negativo della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo e il conseguente rigetto della variante, il settore Urbanistica del municipio ne aveva disposto “la demolizione delle opere non autorizzate e già denunciate nella precedente ordinanza di sospensione lavori. Di conseguenza l’ingiunzione rivolta all’impresa Effeci costruzioni srl a “sospendere immediatamente i lavori in corso” e “con l’avvertimento che, qualora i responsabili dell’abuso non avessero provveduto alla demolizione nel termine prescritto di 90 giorni dal ricevimento dell’ingiunzione, l’immobile e l’area di sedimento sarebbero stati acquisiti di diritto e gratuitamente dal Comune di Vasto”. L’ordinanza era stata eseguita dalla polizia municipale, che il 27 marzo 2013 aveva sigillato il cantiere. L’impresa costruttrice aveva ritenuto, invece, di essere nel giusto ed aveva presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale.

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