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Delusione e disagio a Celenza sul Trigno: lettera al presidente della Regione Chiodi

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CELENZA. Lettera al presidente della Regione Chiodi che richiede aiuto e fatti concreti per risolvere palesa le problematiche attuali di Celenza sul Trigno:
“Caro/a Signor presidente della Regione, le scrivo a nome di tutti quei cittadini che ogni giorno manifestano delusione e disagio. Sono giovani, disoccupati, cassintegrati, donne, pensionati, etc. messi ai margini da un sistema  che li rifiuta. Le scrivo per raccontarLe il coraggio e l’impegno del sindaco di un piccolo comune dell’alto vastese, “Celenza sul Trigno”, che quotidianamente lotta  come “DAVIDE” per difendere il territorio dai tagli indiscriminati dei servizi essenziali previsti dalla nostra Carta Costituzionale. 
Sono tante le cose che vorrei dirLe a nome delle tante persone che quotidianamente mi scrivono e con  cui parlo, ma una sola parola penso descriva bene la situazione: nelle loro parole e nei loro sguardi  trasuda tutto il loro “disagio” e  il Sindaco Andrea Venosini, insieme a qualche altro amministratore locale è colui  che  interpreta al meglio le loro istanze. Dopo il voto di maggio, noi, dall’alto delle nostre montagne, La osserveremo,  Le lasceremo il tempo di mettere in pratica i suoi programmi ma saremo inflessibili nella tutela dei servizi dei piccoli comuni delle aree interne del Vastese.  
Anzitutto Le chiederemo come primo gesto: trasparenza nelle scelte,  (ancora oggi  non abbiamo  compreso quali siano stati i criteri che hanno portato al taglio della guardia medica nel comune di Celenza Sul Trigno), chiederemo meritocrazia, lotta agli sprechi e soprattutto  la garanzia dei servizi minimi previsti dalla nostra Carta Costituzionale.  
Cogliamo l’occasione per invitare i giovani e quanti ancora sono indecisi o confusi verso una certa politica: “impegnatevi, difendente le nostre aree interne, c’è bisogno del vostro impegno per realizzare  un progetto di sviluppo coerente con le vostre vocazioni e per la valorizzazioni dei nostri territori, c’è bisogno di amministratori giovani e  coraggiosi che lottano per rivendicare l’uscita dall’isolamento in cui si trovano queste aree, c’è bisogno di chiedere uniti infrastrutture e  servizi minimi, non soltanto per il proprio comune ma per servire tutto il territorio, e soprattutto dobbiamo chiedere di  avviare un processo di rinnovamento nelle nostre aree. 
Pertanto  bisogna andare a votare,  solo cosi faremo il bene comune e difenderemo i servizi essenziali  come le scuole, i trasporti, i servizi sanitari, gli uffici postali, le caserme dei carabinieri, etc, soprattutto il nostro impegno di oggi deve servire le generazioni che verranno dopo di noi. Il voto alle elezioni regionali  dovrà essere un’occasione per dar voce a questo cambiamento. Discorso a parte meritano  quanti non condividono le scelte coraggiose (e fuori dagli schemi) di rinnovamento portate avanti da alcuni amministratori di piccoli comuni, a loro diciamo solamente: abbiate il coraggio di ammettere prima con voi stessi e dopo con gli altri che forse l’unica strada percorribile per uscire fuori dall’isolamento delle aree interne è votare per il rinnovamento della classe politica, bisogna uscire  fuori dai vecchi sistema cosi come li abbiamo conosciuti fino ad oggi”. 
Daniele Leone 

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