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Proposto l'innalzamento del contenuto di succo di frutta nelle bitite analcoliche

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PESCARA – Una risoluzione urgente che impegna la Giunta regionale a definire e presentare in Consiglio una proposta per l’innalzamento del contenuto di succo di frutta nelle bibite analcooliche, vendute con il nome di frutta a succo, a tutela del “Made in Italy” agroalimentare, della trasparenza delle etichettature e della equità delle filiere. E’ quella presentata, sarà discussa martedì prossimo, dall’Assessore regionale alle Politiche agricole, Mauro Febbo che spiega come sia necessario “puntare su azioni e risorse per il rilancio dell’economia e della crescita occupazionale e del Made in Italy, in particolare quello agroalimentare. Si tratta di un settore che è universalmente riconosciuto come uno straordinario volano per la competitiva “ad alto valore aggiunto” per lo  sviluppo del Paese. Naturalmente questo discorso vale soprattutto per l’Abruzzo -rimarca Febbo – dove l’agroalimentare rappresenta una voce importante che contribuisce alla coesione sociale, attraverso lo sviluppo di occasioni ed il miglioramento delle condizioni di lavoro. Per questo ho accettato di buon grado l’invito e le sollecitazioni giunte da Coldiretti che si è mobilitata a livello nazionale e regionale a mettere in campo azioni che puntino alla tutela degli interessi dei consumatori e delle imprese della filiera agroalimentare”.

Tutto nasce dalla decisione della Commissione Politiche europee della Camera dei Deputati che ha respinto la proposta di innalzare la percentuale di frutta contenuta nei succhi dal 12 al 20 per cento. La bocciatura della proposta può rappresentare un fattore penalizzante per gli interessi di imprese e consumatori per due motivi principali: uno di natura valoriale, legato al bene comune, il secondo, di natura economica, legato alla difesa ed allo sviluppo del Made in Italy. E’ necessario quindi che il Parlamento possa approvare un emendamento diretto a rendere effettivo l’innalzamento della percentuale minima di frutta nei succhi e bevande analcoliche dall’attuale 12% al 20%, nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di concorrenza.

“E’ importante – sottolinea l’Assessore regionale – dare risposte ai consumatori che chiedono, e giustamente pretendono, sempre più maggiore trasparenza e verità ritenendo necessario che, in particolare nell’agroalimentare , i prodotti in commercio restituiscano quanto promettono, sia in termini di “gradimento”,  sia dal punto di vista della salubrità e delle ricadute sulla salute.  Inoltre, l’innalzamento del contenuto di frutta potrebbe agire su diversi piani: da un lato, potendo costituire un punto integrante a sostegno di un’educazione alimentare che valorizza i principi della dieta mediterranea e le sue funzioni di contrasto all’obesità; dall’altro lato, potendo contribuire alla salvaguardia ed alla crescita del patrimonio produttivo ed ambientale nazionale e regionale, incentivando, soprattutto in zone ad alta tensione sociale, l’occupazione attiva e trasparente”.

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