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I lavoratori del Cotir sul tetto minacciano di gettarsi

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VASTO. Chiedono  quello che spetta loro di diritto: lo stipendio. Eppure non arriva. Se poi gli stipendi sono diversi allora la situazione diventa drammatica al punto da spingere i protagonisti a mettere in atto azioni clamorose. 
E’ quello che hanno fatto questa mattina nove dipendenti del Cotir, il consorzio della tecniche irrigue di contrada Zimarino. Stanchi di ricevere solo promesse non mantenute sono saliti sul tetto della struttura ed hanno minacciato di gettarsi. 
Sul posto è intervenuta la polizia. Il dirigente del commissariato ha chiamato uno di loro cercando di convincerli a desistere. Una situazione davvero triste che purtroppo non è l’unica. Il caso del Cotir è emblematico.
Questo il comunicato ufficiale:  “Protesta dei dipendenti del COTIR che da oggi hanno deciso di salire sul tetto della Sede del centro di ricerca contro l’inerzia della Regione e del Consiglio di Amministrazione che continuano pervicacemente a svincolarsi dalle loro responsabilità.

Oltre alla mancata retribuzione degli stipendi si denuncia, nonostante le ripetute sollecitazioni al CdA e all’Assessorato all’Agricoltura da parte della RSA e di FAI-CISL, FLAI-CGIL e UILA-UIL, l’assoluta assenza di azioni utili a risolvere  la grave situazione che si è venuta a creare negli ultimi anni nel COTIR: la situazione esistente fa presupporre che, per volontà, non esistano.

A questo punto, lo stato di abbandono ed il continuo parlare a vuoto di chi ha la responsabilità della decisione politica e gestionale, è la conferma che l’attuale Giunta ha deciso da tempo di chiudere il Centro di ricerca applicata in agricoltura. Questo sta accadendo nel mentre la Regione deve decidere nell’ambito della nuova Pac  2014-2020, la costruzione della programmazione  del nuovo PSR; la ricerca e l’innovazione a supporto dello sviluppo del settore agricolo e forestale sono tra gli strumenti più importanti richiesti dall’Unione Europea”.  

 

Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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