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Nuova giunta: il sindaco Lapenna senza via d'uscita

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VASTO. Alla vigilia della presentazione delle liste per il rinnovo del parlamento europeo, del consiglio regionale d’ Abruzzo e tra gli altri il rinnovo del consiglio comunale di Pescara, una delle questioni che tiene banco tra i commentatori politici televisivi e della carta stampata è quella del possibile incremento dell’assenteismo alle urne, da parte degli elettori. Tale atteggiamento è inevitabile quando si riscontra latitanza più ancora che inefficenza, all’interno delle istituzioni. La latitanza degli elettori quindi viene vista come un male che invece altro non è che l’immagine speculare di quanto avviene in molte istituzioni. Dov’è finita la nuova legge elettorale che bisognava approvare in pochi giorni? Dov’è finita la eliminazione del Senato anch’essa da compiersi in tempi record? Il comune di Vasto è in questi giorni un lampante tempio di latitanza cui fa seguito una naturale inefficienza.

Il sindaco Lapenna, dopo aver azzerato la giunta diversi giorni fa, dopo aver trascorso due giorni di vacanza ci auguravamo meditabonda e fruttuosa, dopo aver ascoltato le forze politiche della maggioranza, avrebbe dovuto partorire nuove nomine sotto l’emblema di un programma e il governo della città nei prossimi due anni. Invece la latitanza delle nuove nomine ha fatto da contrappunto a nessuna indicazione di un programma di fine legislatura, tanto che appare ormai inevitabile e segnata,  la sorte del secondo mandato di Luciano Lapenna. Certo a colpo di coda, quello di azzerare la giunta, avrebbe dovuto far seguito la nomina unilaterale di nuovi assessori, tutti nuovi, e chiamati ad assumersi responsabilità di governo insieme ai partiti di appartenenza e con un programma preciso ed ineludibile .

Ad esempio per il Pd in giunta un rappresentante di Vastoviva, il presidente del consiglio comunale Peppino Forte ed a suggello istituzionale il segretario politico del Pd, Antonio Del Casale. Degli altri partiti, cespugli o no, i capigruppo in consiglio comunale o i segretari politici, tutti chiamati ad una assunzione di responsabilità che oggi invece ricadono come una mannaia sul capo del sindaco. 

Paola D’Adamo  paoladadamo@vastoweb.com 

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