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Sentenza del Tar su Ombrina, Febbo: avevamo ragione noi

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PESCARA – “La sentenza del Tar del Lazio è un punto importante a favore della Regione Abruzzo che nel corso del 2013 aveva espresso, a più riprese e in tutte le sedi, la sua assoluta contrarietà al progetto di Ombrina mare. L’aspetto più importante che emerge dal parere dei giudici è la conferma che avevamo ragione noi quando sostenevamo che la presenza del Parco della Costa Teatina avrebbe impedito la nascita di Ombrina al largo delle coste abruzzesi”. E’ quanto dichiara l’Assessore regionale alle Politiche agricole, Mauro Febbo all’indomani della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che ha rigettato il ricorso della Medoilgas scongiurando di fatto l’installazione di Ombrina Mare.

“Sia io, sia il Presidente della Regione Gianni Chiodi sia il collega Giuliante – continua Febbo – avevamo sollecitato attraverso tutti i canali ufficiali a nostra disposizione, il Ministro dell’Ambiente e tutti gli Organi competenti sottolineando quanto quel progetto fosse inadatto e inappropriato per una realtà come quella della Costa dei Trabocchi; inoltre è chiaro come la Piattaforma Ombrina Mare sia assolutamente inconciliabile con i presupposti alla base il Parco. Ci eravamo fatti portavoce delle istanze che arrivavano dalle comunità territoriali in quanto lo scenario che si prefigurava era assolutamente in contrasto con le vocazioni della fascia costiera, che sarebbe stata irrimediabilmente messa a rischio dalle attività di estrazione petrolifere oltreché drammaticamente sfigurata sul piano paesaggistico. Le nostre perplessità, evidenziate in una nota inviata al Ministero, erano rivolte soprattutto sulla procedura Via già realizzata, ove neanche era stato acquisito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici miglia dall’area interessata”.

“Per questo – sottolinea Febbo – avevamo espresso un’apertura sull’istituzione del Parco nazionale che avrebbe costituito concretamente un opposto orientamento rispetto allo sfruttamento delle risorse abruzzesi, mediante perforazioni petrolifere dei fondali del nostro bellissimo mare. A supporto della nostra posizione era stato elaborato uno specifico Emendamento da sottoporre sempre al Ministero dell’Ambiente al fine di promuovere una convinta ed unitaria iniziativa con i parlamentari abruzzesi, per impedire l’avvio del progetto Ombrina Mare e promuovere un Parco adeguato alla realtà territoriale”.

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