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La procura a caccia del regista della faida vastese

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VASTO. E ora è caccia al mandante. Cinque le persone finite in manette nelle ultime 48 ore ma il numero degli arrestati potrebbe salire. L’attività sinergica di polizia e carabinieri diretti dal vice questore Cesare Ciammaichella e dal maggiore Giancarlo Vitiello , coordinata dal procuratore Giancarlo Ciani ha permesso di chiudere il cerchio delle indagine sul duplice tentato omicidio di Vasto. Una faida che avrebbe potuto avere risvolti drammatici.

Una guerra senza esclusione di colpi fra due gruppi rivali che è venuta alla luce il 10 aprile con l’attentato a Jari Pellerani, 28 anni. Due centauri su una moto Ducati hanno affiancato Pellerani e gli hanno sparato addosso 4 colpi di pistola. La polizia ha aiutato i carabinieri a recuperare la moto Ducati utilizzata dai killer per cercare di uccidere Pellerani. 

Era stata bruciata per nascondere ogni traccia e gettata in contrada Lota. Venerdi i carabinieri hanno bloccato  e consegnato alla polizia Jari Pellerani, Antonio Santoro, 28 anni e Marco Maranca, 31 anni, i 3 autori dell’attentato a colpi di ascia a Michele Lattanzio all’estero del bar Del Giglio. Sabato carabinieri e polizia hanno ricomposto il mosaico. Lo hanno fatto in fretta per evitare ai presunti autori del primo attentato, la fuga. 

La telecamera della videosorveglianza ha impresso il volto insanguinato di Michele Lattanzio mentre  veniva colpito da Pellerani e cercava poi rifugio nel bar. Le tracce biologiche trovate dalla scientifica sulla Ducati sono risultate appartenere proprio a Lattanzio e all’amico Fabio Scafetta. Il cerchio si è chiuso. E ora si cerca il regista.

Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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