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Governo regionale: quadro desolante per Vasto ed il suo entroterra

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VASTO. “Alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal Presidente D’Alfonso domenica scorsa a Vasto, in occasione dell’inaugurazione del centro culturale E. Berlinguer, quando disse in una sala gremita: “Vasto e il vastese saranno al centro del rilancio di questa regione, questo territorio avrà il giusto peso nella politica di questo governo”.
Ci chiediamo -scrive il consigliere regionale del Movimento cinque stelle Pietro Smargiassi-come ciò sarà possibile senza coinvolgere in alcun modo la rappresentanza politica, nell’emiciclo aquilano, che questa città e questo territorio hanno espresso?
È chiaro, l’avevamo detto in conferenza stampa a Pescara la settimana scorsa, ciò che va a delinearsi è un quadro desolante per Vasto e il suo entroterra. I nomi che si sussurrano non sono i nostri.
Oggi, come 5 anni fa, nonostante un buon risultato elettorale (due consiglieri, uno per la maggioranza e uno per la minoranza) questo territorio non avrà alcuna rappresentanza nei ruoli chiave del governo regionale. Dopo la giunta “monocolore” siamo pronti a vedere assegnate le vicepresidenze e, scommettiamo, la vigilanza agli amici del “monopartito”.
Come nel governo Chiodi di centrodestra anche in quello di centrosinistra di D’Alfonso le logiche di spartizione sono le stesse. Seguono le stesse linee guida. Nessuna differenza.  Prepariamoci a vivere un altro lungo periodo di egemonia territoriale. Dopo il teramano assisteremo a cinque anni di egemonia pescarese a dispetto delle altre tre provincie?
Si tratta solo dello spostamento del baricentro regionale?
Da spettatori non possiamo che ringraziare chi ha creduto che fosse sufficiente spostare il potere da destra a sinistra per cambiare le cose. Ma per cambiare si doveva scegliere tra due offerte politiche diverse tra loro.
Questo centrosinistra somiglia -conclude Pietro Smargiassi- troppo al precedente centrodestra. Noi non vediamo alcuna differenza nel governo nazionale e non la intravediamo in quella regionale.
Speriamo solo di non dover aspettare altri cinque anni per vedere concretizzata la speranza di un cambiamento.
Ci troviamo come 5 anni fa, un ex sindaco che probabilmente non riuscirà a vedere oltre i confini della propria provincia, pronto solo a fare gli interessi del “proprio” elettorato locale”.

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