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Con Renzi e D’Alfonso si riaccendono le speranze per l’istituzione del Parco

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VASTO. Si è conclusa domenica scorsa presso il Biotopo Costiero di San Salvo l’edizione 2014 di “Cammina per il Parco”, al termine di un percorso di circa 70 Km lungo l’ex tracciato ferroviario a partire da Francavilla.

“Elemento caratterizzante questa edizione -si legge n una nota di Costituente per il Parco Costa Teatina e Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina è stata la partecipazione alla camminata da parte di cittadini che, incuriositi dalla precedente edizione, hanno deciso di vedere con i propri occhi le bellezze della costa Teatina. Tuttavia, l’aspetto esperienziale, che certamente non può essere sottovalutato, non è lo scopo principe dell’iniziativa la quale invece tende ad assumere carattere scientifico nella misura in cui Terrei Marco e Andrea Natale hanno raccolto informazioni sullo stato ambientale e sull’utilizzo del territorio. I dati raccolti verranno messi a confronto con quelli nella precedente edizione e ufficializzati in un dossier che sarà presentato alla stampa, alle amministrazioni provinciali e regionali nonché alle associazioni di categoria. In estrema sintesi sono emerse le seguenti criticità: la spiaggia viene devastata da ruspe e mezzi meccanici i quali, nell’intento di fare pulizia e mettere ordine, annientano ogni forma di vita trattando questo territorio come fosse un piazzale di deposito merci o un cantiere edile. Da molti anni il WWF suggerisce ai comuni la tempistica e le metodiche per la effettuazione della pulizia delle spiagge a ridosso dell’apertura della stagione balneare. Altra nota dolente è il tentativo di appropriazione e privatizzazione della spiaggia da parte di privati i quali in modo subdolo tentano di recintare e strappare (al demanio, grazie all’assenza di controlli,  ciò che invece appartiene a tutti; evidente è il tentativo di cementare tratti di spiaggia e ferrovia per creare parcheggi o discese a mare. Un simile approccio privatistico ed utilitaristico della cosa pubblica pone al centro del dibattito il concetto di rispetto della cosa pubblica e la perdita di senso L’erosione della costa documentata in modo estremamente dettagliato con foto e video descrive chiaramente un processo che appare inarrestabile e che, rispetto allo scorso anno, procede nel ridurre gli spazi di utilizzo futuro da parte del Parco. La gestione e la manutenzione dei trabocchi è , infine, uno dei temi che la politica dovrebbe affrontare in modo organico ed unitario al fine di evitare che questi diventino semplicemente dei punti ristoro con il conseguente abbandono di quelle strutture che per ragioni diverse non sono state trasformate a questo uso. La storia della costa teatina è fatta anche di trabocchi intese come macchine da pesca ed è dunque un dovere della politica cercare di salvare queste strutture e il mestiere del traboccante evitando che questa pratica vada persa per sempre. Tuttavia, con estrema soddisfazione si possono registrare piccoli segnali di un approccio diverso come è accaduto nel territorio di Vasto dove una coppia di giovani imprenditori hanno trasformato un classico campeggio in un luogo magico in riva al mare dove l’estrema cura dei particolari, la ricercatezza di oggetti vintage, l’assenza di recinti e reti metalliche a protezione della proprietà ripagano i proprietari con un tutto esaurito di clienti da tutto il mondo e con recensioni positive su giornali patinati. Il Parco Nazionale della Costa Teatina non può attendere che i politici abbiano il tempo di capire. Non c’è molto da capire se non che bisogna fare in fretta e completare l’iter istitutivo del parco affinché tutti possano avere la possibilità di godere delle infinite possibilità che un parco può offrire”.

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