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McDonalds di Vasto:"Licenziata per non essere potuta andare in bagno"

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato ricevuto da FILCAMS CGIL Chieti su un licenziamento al McDonald’s:
“Inverosimile  vicenda,  la Rappresentante Sindacale della Cgil A.V. è stata licenziata perchè ha chiesto l’intervento dei pompieri pur di vedersi riconosciuto il diritto di accedere al bagno.
Questo è l’epilogo di una vicenda di lavoro che aveva i tratti già predestinati, poiché  quando un gruppo di dipendenti solidarizzano una serie di problemi lavorativi e tentano di farli rappresentare per addivenire a possibili soluzioni , vengono perseguitati e discriminati , salvo se invece l’Organizzazione Sindacale è più o meno favorevole  all’azienda .
Di fatto la dipendente era già stata cautelativamente ed ingiustamente  sospesa per la prima  volta qualche settimana prima e sanzionata in modo immotivato a causa di una incomprensione organizzativa tra colleghe.
In seguito alla richiesta di un  diritto temporaneamente non fruibile  a causa della scomparsa della chiave  per  recarsi in bagno e poter  accedere anche ad i  suoi effetti personali, in quanto trattavasi di una urgenza dettata dal ciclo femminile, la Dipendente viene nuovamente sospesa cautelativamente e poi licenziata.
Nel frattempo la Filcams Cgil ha dichiarato lo sciopero , ed una prima azione di adesione vi è stata sabato 13 luglio, inutile ricordare la assoluta mancanza di  solidarietà e o di comprensione delle motivazioni che ci hanno condotto ad intraprendere tale scelta,  dall’altra O.S.  rappresentativa all’interno del punto vendita di altri dipendenti, ma con ruoli e mansioni di certo più importanti di quelli da noi rappresentati .
Ciò che sbalordisce e rammarica è la assoluta determinazione Aziendale nel mantenere un clima conflittuale piuttosto che rassenerarlo , come se i problemi di tenere un ambiente di lavoro sereno appartenesse ad altri e non ad essa, nonostante la nostra richiesta del 01/07/2014 di “Intimazione al rispetto dell’articolo 2087 del Codice Civile “ per un ambiente  salubre ed in armonia  ai fini della sicurezza lavorativa.
Troviamo il licenziamento della nostra RSA  ingiusto, deplorevole sotto l’aspetto sociale ed umano, in un territorio dove i licenziamenti dai luoghi di lavoro avvengono per altri motivi e non legati alla disciplina ma alle crisi che non si riescono ancora a risolvere.
Ci chiediamo , se davvero a fronte di una chiave persa ? nascosta ? Vi sia il licenziamento comminato alla dipendente per giusta causa(Art 2119 CC ) e possa trovare una effettiva violazione dell’elemento fiduciario  poiché non riteniamo affatto vi sia stata insubordinazione, rifiuto della prestazione lavorativa o sottrazione di beni aziendali.
FILCAMS CGIL CHIETI Sergio Aliprandi”. redazione@vastoweb.com

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