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Allarmismo improprio da parte de “Il Cambiamento" illesa la cittadinanza

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CUPELLO. Riceviamo e pubblichiamo

Comune di Cupello: Allarmismo improprio da parte del gruppo “Il Cambiamento”; rimasta illesa tutta la cittadinanza.

“Se il buongiorno si vede dal mattino…” la buonasera si vede dalla sera, in risposta all’incipit dell’anonimo ‘comunicato’, pubblicato in data 22 luglio 2014. Invero, avrei voluto pescarvi un nome per complimentarmi circa il dedito uso delle figure retoriche, in particolare l’uso dell’iperbole che hanno dato all’anonimo ‘comunicato’  un tono assai poetico (è bandito il premio artistico-letterario “I fili della vita… Raccontiamo Cupello”. Potrebbe addirittura ambire alla vittoria, con lo stesso ‘comunicato’, dacché il 25 maggio ha dovuto procrastinare). “Bruscamente”, “togliendo la parola”, “grossolane lacune”, “inesperienza”, “che, INVANO, ha cercato di far notare l’atteggiamento inusuale”, “i cittadini sono rimasti chiaramente esterrefatti”, e mi rammarico del fatto che non si siano aggiunti episodi come la presenza di Fred Flinstone con la sua clava, le forze dell’ordine con le loro divise lacerate a calmare la sommossa, la valle di lacrime versate da chi assisteva e scorrimenti di sangue lungo le pietre di Palazzo Marchione. È opportuno, d’altro canto, asserire che nulla di tutto questo sia accaduto nella sala consigliare del Comune di Cupello lo scorso sabato nel primo pomeriggio e, sarebbe conveniente, da parte dell’anonimo poeta, garante di un’esagerata visione del mondo, a ridurre la propria tridimensionalità e cominciare a vedere le cose per quelle che sono.

               Caro poeta, mi permetta di dirle che nessuno le ha tolto la parola, nemmeno “bruscamente”, e che se qualcuno l’ha fatto, lei l’ha rifatto non lasciando completare l’invito da parte della persona che attacca, il Presidente del Consiglio Valentina Fitti, ad indicarle che il tempo fosse in scadenza. Più volte le è stato permesso di concludere, ma lei ha denigrato perché, evidentemente, aveva già in mente il motivetto poetico da inscenare, per accendere diatribe inutili e prive di finalità, ma non posso rimproverarla  ché altro non ha. Tuttavia, l’uomo ha un margine di errore che non può essere sfocato e chiedo scusa se il mio intervento, in concreto, abbia avuto natura diversa da come pensato e mi rincresce averle suscitato un’ansia in merito allo scorrere del tempo, un po’ alla Capitan Uncino, ma mi scuso soprattutto con i cittadini esterrefatti, che, molto probabilmente, nel suo vivace immaginario, al posto di andare al mare, sabato, hanno dovuto richiedere assistenza sociale. Credo, bensì, che l’unico cittadino esterrefatto sia stato lei, signor Camillo D’Amico, che, nella politica, ha sempre messo in prima istanza l’offesa e la menzogna, ma voglio ancora darle margine di merito e pensare che la sua sia stata solo esagerazione, regalandole, così come lei ha fatto con me, una nuova scusabilità, data la sua altrettanta inesperienza. Ho pochezza d’anni e sarò pure inesperta, ma riconosco che Cupello merita ben altre considerazioni che il suo riuscito-male sonetto, figlio di un’amara sconfitta. Sarò pure inesperta, caro poeta, ma so, per certo, che l’amore vince sull’odio, specie sull’ignoranza, e so, ancora meglio, che, malgrado la mia inesperienza, sulla carta, io sono il suo Presidente del Consiglio.

 

Valentina Fitti

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