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Dall’Argentina a S. Salvo alla scoperta delle origini del nonno partito nel 1910

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SAN SALVO. L’estate è la stagione che favorisce i viaggi di ritorno ai paesi di origine di figli e di nipoti di quanti hanno lasciato la loro terra d’origine, e dall’Abruzzo nel secolo scorso ne sono partiti in tanti, per cercare fortuna altrove. E’ la storia di Olga, Estella e Susana, tre signore di mezza età, che hanno voluto compiere un viaggio di migliaia di chilometri per arrivare a San Salvo dove il 7 ottobre 1882 nacque il nonno Vitale Palazzotti e che nel 1910 lasciò per tentare migliore sorte in Argentina. Nel paese sudamericano sbarcò a Buenos Aires per stabilirsi poi a Concordia dove mise al mondo 14 figli: Antonio, Miguel, Teresa, Francisco, Bautista, Lorenzo, Salvador, Carmela, Maria Elena, Rosa Sara, Juana, Mario Josè e Pedro. «Siamo venuti a San Salvo – dicono le tre nipoti – per onorare la memoria di nostro nonno Vitale, per ringraziarlo per i buoni valori umani che ci ha tramandato, per la vita che ci ha donato e per conoscere le sue origini». Da quel sansalvese in Argentina la famiglia Palazzotti ora conta più di duecento discendenti. Olga, Estella e Susana hanno voluto individuare persino la casa in Corso Umberto I al civico 31 dove il nonno venne messo alla luce 131 anni fa. In Municipio il responsabile dell’Ufficio anagrafe, Nicola Artese, ha recuperato dagli archivi comunali  l’atto originale di nascita impolverato ma ancora leggibile. Era presente l’assessore comunale alla Cultura, Giovanni Artese, che ha donato alcuni libri di storia della Città di San Salvo oltre a una pubblicazione dedicata al patrono San Vitale di cui portava il nome il nonno di Olga, Estella e Susana. Per il sindaco Tiziana Magnacca «questa è una delle tante pagine che si continuano a scrivere e raccontare della progenie di tanti nostri concittadini che hanno conosciuto il fenomeno dell’emigrazione. Un viaggio a ritroso nel tempo e nei luoghi di origine per conoscere le radici, la terra da dove si è partiti. Il territorio del Vastese ha dato un forte contributo all’emigrazione ed è bello che figli, nipoti o piuttosto i pronipoti onorino i loro genitori o avi».

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