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C’è un vastese il contrammiraglio Sollitto a dirigere Mare Nostrum

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VASTO. L’operazione militare e umanitaria nel Mar Mediterraneo meridionale denominata Mare Nostrum  iniziata il 18 ottobre 2013 per fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria in corso nello Stretto di Sicilia, dovuto all’eccezionale afflusso di migranti, è guidata  dal contrammiraglio vastese Francesco Sollitto imbarcato su nave San Giusto, unità designata sede di Comando. L’Operazione Mare Nostrum ha una duplice missione:garantire la salvaguardia della vita in mare ed assicurare alla giustizia tutti coloro i quali lucrano sul traffico illegale di migranti. 
La Marina Militare italiana spende tutti i soldi che riceve dallo Stato per portare a termine i compiti dell’operazione. Ogni mese entrano 9,2 milioni per tutte le spese di manutenzione, ma ne escano altrettanti per il carburante e per mantenere operative navi, elicotteri e aerei che vengono impiegati per Mare Nostrum. In totale si spendono in un anno 114 milioni. La Marina Militare ha finora utilizzato oltre 30 navi, con 5000 marinai che si sono alternati a bordo. In stato di allerta h24, con sforzi disumani per fronteggiare contemporaneamente oltre venti imbarcazioni di migranti. Marinai forti ma il cui stipendio in media è di 800 euro.
 “Tutta questa missione –ha dichiarato Sollitto in un’intervista a Marco Castoro de “La Notizia”- è completamente a spese della Difesa e della Marina Militare. C’è un problema di costi insostenibile. Purtroppo non basta essere efficienti per portare a termine la missione. La manutenzioni delle navi, la loro rotazione, gli spostamenti, gli avvicendamenti hanno dei costi che la Marina da sola non può affrontare. Seppure la nostra organizzazione tecnica è perfetta. Coordinamento, rapidità, professionalità e massima attenzione 365 giorni l’anno non ci mancano. Seguiamo dei protocolli ben definiti. Abbiamo a bordo personale specializzato, a cominciare da medici, infermieri e ostetrici. E sappiamo bene che gli scafisti sono spietati e capaci di tutto, anche di gettare in mare tutti i migranti pur di sfuggire alla cattura o di evitare di finire in balia delle onde”.

Paola D’Adamo paoladadamo@vastoweb.com

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