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Riportate sulla battigia le carcasse dei tre capodogli spiaggiati

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VASTO. Si sono concluse ieri, a tarda sera, le operazioni di ritiro in spiaggia dei tre cetacei morti a Punta Penna. “Verrà eseguita la necroscopia –ha spiegato Vincenzo Olivieri presidente del Centro studi cetacei onlus- e se troveremo delle tracce di embolia avremo la certezza di quello che è potuto accadere”. Gli esemplari di lunghezza compresa tra i sette e i 12 metri di circa dieci anni che non hanno raggiunto la maturità sessuale. Gli esperti temono seriamente per la vita di quelli sopravvissuti.
L’ultimo capodoglio dopo la liberazione è rientrato nel porto di Vasto e solo l’intervento dei gommoni della Capitaneria ha evitato che si arenasse nuovamente.  «Averli liberati non vuol dire che potranno essere salvi- ha spiegato Olivieri- perché bisogna vedere come si comporteranno nelle prossime ore. Il secondo capodoglio presentava delle ferite ed aveva in bocca una rete da pesca». I cetacei quindi potrebbero essersi avvicinati alla costa perché affamati. Tuttavia resta il dubbio su cosa possa aver spinto gli esemplari a correre un pericolo del genere. Tra le ipotesi considerate le relazioni con gli air-guns, che molti stanno mettendo sotto accusa come possibili cause dell’inquinamento acustico che potrebbe aver disorientato i mammiferi.

Pubblicazione di Protezione Civile Vasto.

Paola D’Adamo  paoladadamo@vastoweb.com

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